Vho in Arte

Sabato 20 giugno dalle ore 17:00, nel centro storico e negli antichi cortili di Vho, apre Vho in Arte. A comporre il programma di questa III edizione, oltre alla tradizionale presenza della pittura, con la partecipazione di Pietro Bisio e dell’Associazione pittori di Serravalle,  saranno la musica del Nicoletta Filella Quartet ed il recital dell’Officina del Dialetto di Tortona. Gli spazi dedicati alle degustazioni enogastronomiche e all’artigianato locale avranno il compito di rendere il tutto ancor più intrigante. E se alla fine vi mancasse giusto quel qualcosa che serve per chiudere la serata in bellezza … cosa ne direste di riprendere la tradizione del gelato del Mare di Vho con sottofondo di pianoforte?

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Prima, i burattini della tradizione a Sarezzano; venerdì 19 sera, la Tortona delle vecchie fotografie in bianco e nero alla Società di Castellar Ponzano; sabato 20, Vho in Arte … e poi venitemi a dire che le SOMS sono solo agnolotti e Mutuo Soccorso!!!

Daniele&Fabio

Tortona in bianco e nero

La Società di Mutuo Soccorso di Castellar Ponzano torna sui suoi passi e riprende la vecchia abitudine delle proiezioni fotografiche estive. Questa volta, però, niente concorso fotografico, anche se a distanza di qualche anno le richieste ancora arrivano, e niente fotografia naturalistica.
Quella organizzata per venerdì 19 giugno, infatti, sarà una proiezione che, pur mantenendo il carattere “documentaristico” legato al territorio tortonese, riguarderà soprattutto l’ambiente cittadino e il passato, più o meno lontano, della città di Tortona.
Grazie alla collaborazione con il dr. Massimo Galluzzi e il Maestro Armando Bergaglio, ci troveremo nella piccola corte della Società di Castellar Ponzano ad ammirare vecchi scatti in bianco e nero che raccontano il passato della nostra città e a chiacchierarne amabilmente insieme.
E se il caldo, come in questi ultimi giorni, si farà sentire, una bella fetta di anguria fresca ci aiuterà a tenerlo a bada!
Le immagini, posso assicurarlo, saranno interessantissime, l’ingresso gratuito e aperto a tutti, quindi … soci e non, tortonesi e non, mangiatori di angurie e non, vi aspettiamo venerdì 19 giugno, ore 21:15, alla Società di Mutuo Soccorso di Castellar Ponzano!!!

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Aggiornamento per le Società e sezione Servizi

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I morsi della coscienza sono niente in confronto a quelli della FAME!!!

Aggiornamento per la pagina “Notizie per le Società“. Per le Società che organizzano pranzi, cene, merende o manifestazioni gastronomiche, sono disponibili per il download i seguenti files:

Il materiale proviene direttamente dal sito ASL AL. Per chiarimenti e/o aggiornamenti è possibile fare riferimento alla sede SIAN di Tortona, via Milazzo 1, c/o ex Caserma Passalacqua,  tel. 0131 865362 – fax 0131 865451.

Segnaliamo inoltre il nuovo aggiornamento del menù “Servizi di Mutuo Soccorso”: la sezione Download si è arricchita di un altro titolo, riguardante il tema malattie rare – lavoro. Si tratta della Guida ai diritti esigibili e alle agevolazioni in ambito lavorativo per la persona con malattia rara promosso da F.I.M.R. Onlus e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Daniele

Dal sito ASL AL: Nuovo test HPV al posto del Pap Test

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Prevenzione Serena ha iniziato in Piemonte lo screening del tumore del collo dell’utero con il test HPV come test primario al posto del classico Pap test. Dopo la sperimentazione nel dipartimento di screening dei tumori di Torino, il nuovo test viene esteso al resto della Regione. Il Piemonte è tra le prime regioni italiane ad adottare il nuovo test ma tutte dovranno adeguarsi entro il 2018 secondo nuovo Piano Nazionale Prevenzione del Ministero della Sanità.
Il test serve a rilevare l’eventuale presenza del virus HPV ad alto rischio per lo sviluppo del tumore del collo dell’utero. Lo screening con test HPV è ancora più efficace del PAP test nella prevenzione dei tumori del collo dell’utero: esso infatti permette di ridurre del 60% – 70% la comparsa dei tumori invasivi del collo dell’utero rispetto allo screening con Pap test. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale The Lancet, con il titolo Efficacy of HPV-based Screening for Preventing invasive Cervical Cancer: follow-up of European randomised controlled trials, che ha valutato su larga scala nei programmi di screening organizzati in Europa, l’effetto dello screening basato sul test HPV rispetto a quello basato sul Pap test. Dopo lo studio, condotto dal dottor Ronco del CPO Piemonte, il test HPV è stato certificato dalla Food and Drug Administration degli USA.
Il test HPV verrà usato per le donne di età compresa tra i 30 e i 64 anni. La maggiore sensibilità del nuovo test consente di allungare il tempo di protezione dopo un test negativo, che passa a 5 anni. (nuovo intervallo tra un test e l’altro)
Il Pap test non perde completamente la sua validità. Nelle donne più giovani in età da screening (25-29 anni) il test HPV rileva molte infezioni destinate a regredire spontaneamente, con un elevato rischio di esami e trattamenti inutili. Pertanto le donne con meno di 30 anni continueranno a fare il Pap test ogni 3 anni. Lo screening dei tumori del collo dell’utero non è indicato prima dei 25 anni di età.
Il programma di screening ha dimostrato di fornire una protezione molto elevata anche con il PAP test. Il rischio di tumore invasivo del collo dell’utero è ridotto dell’80% nelle aderenti all’invito rispetto alle non aderenti.
Per avere questa protezione è necessario effettuare gli esami agli intervalli previsti (5 dopo un HPV negativo e 3 dopo un PAP negativo).  Effettuare gli esami con maggiore frequenza, dopo un esame negativo, non aumenta la protezione.
Ogni anno attraverso lo screening vengono individuate circa 450 lesioni pre-invasive. Nella maggioranza di questi casi il trattamento è molto limitato (distruzione o piccola asportazione della lesione, spesso addirittura ambulatoriale) senza danni per la possibilità di future gravidanze.
Il passaggio al test HPV avverrà in modo progressivo e si completerà nell’arco di cinque anni. Nei prossimi 5 anni il programma di screening inviterà sempre meno donne a fare il Pap test e sempre più donne a fare il test HPV, fino a che tutte saranno passate al test HPV.
Nella fase iniziale, per ragioni di equità, si utilizzerà un criterio casuale di invito per suddividere le donne tra chi farà il test HPV subito e chi lo farà all’invito successivo.
Per saperne di più:
Osservatorio Nazionale Screening
Numero verde del Dipartimento ASL Alessandria : 800 008141

Daniele

Storie: Bologna, dalla Mortadella al Mutuo Soccorso

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La mortadella e i salami di Bologna, fin dal medioevo, hanno goduto di larga fama in tutta Europa. All’epoca del libero Comune di Bologna, vigilare sulla produzione e sulla tutela della qualità delle specialità salumarie era compito della “Compagnia dei Salaroli”, che riuniva tutti coloro che lavoravano la carne di maiale, utilizzando il sale per la sua conservazione. La corporazione, in realtà, raccoglieva tutte quelle professioni in cui il sale era indispensabile, vuoi per la salatura delle carni e del lardo, vuoi per la preparazione dei formaggi. Nel 1294, le botteghe dei Salaroli a Bologna erano 281, registrate negli statuti della Corporazione insieme con i regolamenti interni dell’Arte per evitare frodi ed evasioni fiscali.

La Compagnia venne soppressa il 26 dicembre 1797 da Napoleone.

Dopo l’Unità d’Italia, Bologna era divenuta una fiorente città in cui l’industria salumiera rappresentava una vera e propria eccellenza: 70 fabbriche di mortadella e oltre 200 salumerie con laboratorio di produzione occupavano circa diecimila persone. I salumieri bolognesi erano grandi innovatori, sia dal punto di vista della produzione, sia da quello della comunicazione commerciale.
Ad Alessandro Forni, ad esempio, si deve il primo brevetto della scatola di piombo a tenuta stagna, per esportare le mortadelle negli Stati Uniti, e l’invenzione del “packaging brandizzato”, cioè delle scatolette di varie forme, decorate con i loghi e con le medaglie ricevute alle Esposizioni Universali.
Nel 1875, quando il famoso van Berkel aveva solo sei anni, fu lo stesso Forni ad ispirare ad un giovane meccanico la produzione del primo esemplare di affettatrice.
Fu invece Giuseppe Vaccari, un giovane salumiere di Bologna che aveva la sua bottega in Piazza Maggiore, ad avere l’intuizione di ridare vita alla Compagnia dei Salaroli. Con l’aiuto di Ludovico Berti, avvocato e assessore comunale particolarmente sensibile alle politiche mutualistiche, Vaccari riuscì ad aggregare i principali industriali salumieri della città e a fondare la Società di Mutuo Soccorso tra Salsamentari ed industrie affini.

Lo scopo del sodalizio, fin dalla sua istituzione, fu il mutuo soccorso ed il miglioramento morale e materiale dei propri associati: commercianti, esercenti, negozianti, operai, impiegati del settore e, infine, esercenti professioni che avessero attinenza con quella del salsamentario ovvero i commercianti in carni salate, burro e formaggi. Questi erano classificati in tre categorie: i soci effettivi, che godevano dei servizi forniti dalla Società; i cooperanti, che collaboravano nelle attività sociali rinunciando però ad ogni beneficio; i soci onorari. La partecipazione di importanti personalità del settore e le importanti iniziative nell’ambito della previdenza e della sussistenza accrebbero fin da subito il prestigio della Società: vennero adottate innovative misure per la creazione di sussidi di malattia, di vecchiaia, di disoccupazione; non meno importante fu l’assegnazione di premi per lo studio dei figli dei soci e l’organizzazione di corsi di alfabetizzazione e di specializzazione di settore. Nel 1879, l’importanza e l’attività sociale del sodalizio erano cresciute al punto che il re Umberto I ne accettò la presidenza onoraria.

Agli inizi del XX secolo, a seguito delle trasformazioni socio-economiche e dello sviluppo industriale, la Società cominciò ad allargare le proprie iniziative facendosi interprete delle esigenze maggiormente legate all’ambiente lavorativo, come le giornate di chiusura degli esercizi commerciali, le modifiche ai contratti di lavoro, le condizioni degli operai impiegati nel settore, l’avviamento di un ufficio di collocamento. Particolare importanza rivestirono la riforma dei sussidi di vecchiaia e l’iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza per i propri soci.
Lo scoppio della seconda guerra mondiale costrinse la Società a sospendere temporaneamente la propria attività nel luglio 1943 ma i lavori ripresero già nel maggio 1945. Nonostante la timida ripresa di attività mutualistiche e di iniziative sportive e sociali, quali le gare ciclistiche, i banchetti sociali e le veglie danzanti, organizzate allo scopo di rilanciare l’immagine e le casse del sodalizio, il sodalizio conobbe una nuova crisi societaria.

Tra il 1954 e il 1955, la Società decise mutare la propria natura trasformandosi in un istituto di assistenza di natura volontaria, l’Unione salsamentari per il miglioramento tecnico professionale. La nuova società, però, ebbe breve durata e, nel marzo 1958, fu ricostituita la Società di mutuo soccorso fra i salsamentari e gli esercenti industrie affini. Il 22 settembre 1986, fu trasformata in Società di mutuo soccorso fra i salsamentari e gli esercenti industrie affini società cooperativa a responsabilità limitata. Oggi, la Società di Mutuo Soccorso tra Salsamentari è ancora viva ed attiva nella città di Bologna: a dimostrarlo, ad esempio, è l’orgoglio con cui la Salumeria Simoni, ne rivendica l’appartenenza esponendo copia del gonfalone in vetrina.

Daniele