Bluetooth, ECG, Mutuo Soccorso

L’idea ci aveva convinto fin da subito, soprattutto per le possibili applicazioni dal punto di vista delle attività di Mutuo Soccorso…
Cercavamo uno strumento certificato, tecnicamente affidabile, semplice da usare. Volevamo uno strumento con queste caratteristiche perchè immaginavamo di

  • organizzare giornate di prevenzione per i nostri soci senza dover dipendere obbligatoriamente da altri;
  • mettere a disposizione di un socio anziano, ammalato o comunque difficilmente trasportabile, la possibilità di effettuare un elettrocardiogramma a casa propria, senza muoversi dal proprio letto, a costi bassissimi (se non gratuitamente);
  • fornire ai nostri soci la possibilità di effettuare controlli anche ripetuti senza doversi recare per forza in ospedale o in in qualche struttura privata;
  • dare ai nostri ragazzi impegnati in attività sportive la possibilità di effettuare controlli supplementari ;
  • offrire un eventuale supporto in più a qualche medico di base interessato…

C’è voluto un po’ di tempo ma, alla fine, il nostro nuovo Elettrocardiografo D-Heart è arrivato!
Ora, ci serve ancora un po’ di tempo per poter organizzare al meglio la gestione delle attività … ma presto cominceremo a farlo girare nelle Società di SOMS Insieme!!!

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Tasseeee!!!

Viste le future incombenze che minacciose si addensano sulla testa dei cittadini (E NON SOLO!) tortonesi (E NON SOLO!)…
Considerate le schiere di psicho-ambientalisti che avanzano al grido di “Chi più inquina, più paghi!” …
Ritenendo che, con l’arrivo dell’estate, ci si ricordi sempre della prova costume ma si dimentichi spesso la prova SIAE …

Ricordiamo a tutte le Società di Mutuo Soccorso aderenti a SOMS Insieme (E NON SOLO!) il testo dell’art. 82 del codice del Terzo settore …
… non si sa mai, nei prossimi mesi potrebbe venir buono …

Disposizioni in materia di imposte 
                     indirette e tributi locali 
 
  1. Le disposizioni del presente articolo si applicano agli enti del
Terzo settore comprese le cooperative sociali ed escluse  le  imprese
sociali costituite in forma di societa',  salvo  quanto  previsto  ai
commi 4 e 6. 
  2. Non sono soggetti all'imposta sulle successioni  e  donazioni  e
alle imposte ipotecaria e catastale i trasferimenti a titolo gratuito
effettuati a favore degli enti di cui al comma 1 utilizzati ai  sensi
dell'articolo 8, comma 1. 
  3. Agli atti costitutivi e alle modifiche statutarie,  comprese  le
operazioni di fusione, scissione o trasformazione poste in essere  da
enti del Terzo settore di cui al comma 1,  le  imposte  di  registro,
ipotecaria e catastale si applicano in  misura  fissa.  Le  modifiche
statutarie di cui al periodo precedente sono esenti  dall'imposta  di
registro se hanno lo  scopo  di  adeguare  gli  atti  a  modifiche  o
integrazioni normative. 
  4. Le imposte di registro, ipotecaria e catastale si  applicano  in
misura  fissa  per  gli  atti  traslativi  a  titolo  oneroso   della
proprieta' di beni immobili e per gli atti traslativi o  costituitivi
di diritti reali immobiliari di godimento a favore di tutti gli  enti
del Terzo settore di cui al comma 1, incluse le  imprese  sociali,  a
condizione che i beni siano  direttamente  utilizzati,  entro  cinque
anni  dal  trasferimento,   in   diretta   attuazione   degli   scopi
istituzionali  o   dell'oggetto   sociale   e   che   l'ente   renda,
contestualmente alla stipula dell'atto, apposita dichiarazione in tal
senso. In caso  di  dichiarazione  mendace  o  di  mancata  effettiva
utilizzazione  del   bene   in   diretta   attuazione   degli   scopi
istituzionali o  dell'oggetto  sociale,  e'  dovuta  l'imposta  nella
misura ordinaria, nonche' la sanzione amministrativa pari al  30  per
cento dell'imposta dovuta oltre agli  interessi  di  mora  decorrenti
dalla data in cui l'imposta avrebbe dovuto essere versata. 
  5. Gli atti, i documenti, le istanze, i contratti, nonche' le copie
anche se dichiarate conformi, gli  estratti,  le  certificazioni,  le
dichiarazioni, le attestazioni e  ogni  altro  documento  cartaceo  o
informatico in qualunque modo denominato posti in essere o  richiesti
dagli enti di cui al comma 1 sono esenti dall'imposta di bollo. 
  6. Gli immobili posseduti e utilizzati dagli enti  non  commerciali
del  Terzo  settore  di  cui  all'articolo  79,  comma  5,  destinati
esclusivamente allo svolgimento con  modalita'  non  commerciali,  di
attivita'  assistenziali,  previdenziali,   sanitarie,   di   ricerca
scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive,
nonche' delle attivita' di cui all'articolo 16, comma 1, lettera  a),
della  legge  20  maggio  1985,  n.  222,  sono  esenti  dall'imposta
municipale propria e dal tributo  per  i  servizi  indivisibili  alle
condizioni e nei limiti previsti dall'articolo 7,  comma  1,  lettera
i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.  504,  dall'articolo
9, comma 8, secondo periodo, del decreto legislativo 14  marzo  2011,
n. 23, dall'articolo 91-bis del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.  1,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012,  n.  27,  e
dall'articolo 1, comma 3, del decreto-legge  6  marzo  2014,  n.  16,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 maggio 2014,  n.  68,  e
relative disposizioni di attuazione. 
  7. Per i tributi diversi  dall'imposta  municipale  propria  e  dal
tributo per i servizi indivisibili, per  i  quali  restano  ferme  le
disposizioni di cui al comma 6, i  comuni,  le  province,  le  citta'
metropolitane e le regioni possono  deliberare  nei  confronti  degli
enti del  Terzo  settore  che  non  hanno  per  oggetto  esclusivo  o
principale  l'esercizio  di  attivita'  commerciale  la  riduzione  o
l'esenzione dal pagamento  dei  tributi  di  loro  pertinenza  e  dai
connessi adempimenti. 
  8. Le regioni e le Provincie autonome di Trento e  Bolzano  possono
disporre nei confronti degli enti di cui  al  comma  1  del  presente
articolo la riduzione  o  l'esenzione  dall'imposta  regionale  sulle
attivita' produttive di cui decreto legislativo 15 dicembre 1997,  n.
446,  nel  rispetto  della  normativa  dell'Unione  europea  e  degli
orientamenti della Corte di giustizia dell'Unione europea. 
  9. L'imposta sugli intrattenimenti non e' dovuta per  le  attivita'
indicate nella tariffa  allegata  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, svolte dagli enti di cui al comma
1  del  presente  articolo  occasionalmente  o  in  concomitanza   di
celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione. L'esenzione
spetta a condizione che dell'attivita' sia data comunicazione,  prima
dell'inizio di ciascuna  manifestazione,  al  concessionario  di  cui
all'articolo 17  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre 1972, n. 640. 
  10. Gli atti e i provvedimenti relativi agli enti di cui al comma 1
del presente articolo  sono  esenti  dalle  tasse  sulle  concessioni
governative di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre 1972, n. 641. 

Mutua Confusione

Tratto da una lettera scritta nei giorni scorsi ad associazioni, federazioni ed enti che rappresentano il mondo del Mutuo Soccorso… senza la presunzione di voler rappresentare altri se non noi stessi …

….

SOMS Insieme è un’associazione a finalità non lucrativa che, ad oggi, raccoglie sette Società di Mutuo Soccorso del Tortonese. Tra queste, alcune aderiscono alla FIMIV, altre fanno parte dell’AISMS o sono iscritte al Coordinamento regionale del Piemonte, altre ancora non fanno riferimento ad alcun soggetto di rappresentanza nazionale. Tutte, però, riconoscono e apprezzano l’indiscutibile valore della legge 3818/1886, anche se non sempre hanno condiviso gli scopi, l’opportunità e l’efficacia delle modifiche apportate a partire dal 2012. La causa di ciò, oltre al fatto che tali modifiche hanno trasformato la 3818 in una “legge ignorante”, è da ricercare anche nella scarsa chiarezza esibita da chi avrebbe dovuto fungere da guida per le Società di Mutuo Soccorso nell’applicazione quotidiana del nuovo disposto.

Tutti conoscono il testo dei rinnovati artt. 1 e 2 della l. 3818/1886. Ricordarli, però, non sarà di danno ad alcuno.

Art. 1 – Le società di mutuo soccorso conseguono la personalità giuridica nei modi stabiliti dalla presente Legge. Esse non hanno finalità di lucro, ma perseguono finalità di interesse generale, sulla base del principio costituzionale di sussidiarietà, attraverso l’esclusivo svolgimento in favore dei soci e dei loro familiari conviventi di una o più delle seguenti attività:
a) erogazione di trattamenti e prestazioni socio-sanitari nei casi di infortunio, malattia ed invalidità al lavoro, nonché in presenza di inabilità temporanea o permanente;
b) erogazione di sussidi in caso di spese sanitarie sostenute dai soci per la diagnosi e la cura delle malattie e degli infortuni;
c) erogazione di servizi di assistenza familiare o di contributi economici ai familiari dei soci deceduti;
d) erogazione di contributi economici e di servizi di assistenza ai soci che si trovino in condizione di gravissimo disagio economico a seguito dell’improvvisa perdita di fonti reddituali personali e familiari e in assenza di provvidenze pubbliche.
Le attività previste dalle lettere a) e b) possono essere svolte anche attraverso l’istituzione o la gestione dei fondi sanitari integrativi di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.

Art. 2 – Le società possono inoltre promuovere attività di carattere educativo e culturale dirette a realizzare finalità di prevenzione sanitaria e di diffusione dei valori mutualistici.
Le società di mutuo soccorso non possono svolgere attività diverse da quelle previste dalla presente legge, né possono svolgere attività di impresa.
Salvi i casi previsti da disposizioni di leggi speciali, compreso quello relativo alla istituzione e gestione dei fondi sanitari integrativi, le attività di cui al primo comma dell’articolo 1 sono svolte dalle Società nei limiti delle proprie disponibilità finanziarie e patrimoniali.

Le piccole Società di Mutuo Soccorso sono quelle che, per ragioni evidenti a chiunque si occupi di Mutuo Soccorso, hanno maggiori difficoltà ad adempiere agli obblighi previsti dalla legge. A questi obblighi, però, le piccole Società non vorrebbero, nel limite del possibile, sottrarsi: per questo, sempre più spesso, chiedono aiuto, supporto e, non ultimo, anche un minimo di rispetto in più, soprattutto da parte coloro che dovrebbero scrivere le leggi con equità e cognizione di causa.
Molti pensano che dare supporto ad una piccola Società significhi sostituirsi ad essa nelle attività di Mutuo Soccorso: così, si portano avanti progetti di mutualità mediata che spesso si rivelano poco opportuni e poco trasparenti, tanto nei modi, quanto nelle reali finalità e nelle conseguenze. In realtà. oggi ci sono due grandi categorie di Società di Mutuo Soccorso: quelle che vogliono, in piccolo o in grande, continuare a fare mutualità e quelle che non hanno più la volontà o la forza di farlo e si sono ormai definitivamente trasformate, nella migliore delle ipotesi, in centri di aggregazione di paese o in pseudo pro loco. Per quanto riguarda queste ultime, non c’è molto da dire: dal mio punto di vista, la soluzione più onesta sarebbe quella di accompagnarle in una definitiva trasformazione secondo quanto previsto dalla riforma del terzo settore (cioè, facendo in modo di non lasciarle in balia di chi vorrebbe scippare il loro patrimonio).
Per le Società che invece sentono ancora forte l’esigenza di FARE Mutuo Soccorso, sarebbe importante fornire un aiuto concreto, indicazioni e suggerimenti tempestivi su come comportarsi nel lavoro di tutti i giorni, soprattutto di fronte alle trasformazioni sociali degli ultimi anni e all’entrata in vigore di nuove normative.
Il 25 maggio scorso è entrato in vigore il nuovo Regolamento Europeo sulla privacy (GDPR). Non una novità, visto che il suo arrivo era annunciato ormai da tempo. Il Regolamento è STRETTAMENTE legato a qualsiasi attività di Mutuo Soccorso: se non si hanno i dati su malattie, infortuni, invalidità, situazioni economiche non è possibile fare Mutuo Soccorso; se questi dati ci sono, vanno gestiti e tutelati secondo la nuova normativa. A prescindere da qualsiasi altra considerazione, ad esempio, legata all’iscrizione alle Camere di Commercio. Possibile che a nessuno sia venuto in mente di organizzare dei corsi pratici (anche a pagamento), tenuti da tecnici, per istruire le Società sulle nuove incombenze da affrontare? Si è pensato ai corsi per certificare (?) ispettori da inviare a controllare l’attività delle Società ma non a seminari tecnici per coloro che sarebbero stati controllati (a loro spese!).
Lasciamo perdere la riforma sul Terzo Settore, ancora in via di costruzione, anche se ormai molte scadenze si stanno avvicinando.
E’ dal 2012 che si discute sulle modifiche della l. 3818/1886 e, per molti, ancora non è del tutto chiaro quali siano gli ambiti definiti dal famigerato art. 1, volutamente obsoleto e lacunoso tanto nei contenuti come nel testo. Anche in questo caso, però, le informazioni ricevute dalle Società (soprattutto quelle più piccole) sono state poche e spesso poco chiare o contraddittorie.

Qualche esempio concreto?

  1. Sotto quale aspetto può essere correttamente svolta l’attività di PREVENZIONE, cioè una delle attività fondamentali per qualsiasi sistema sanitario moderno? In NESSUNO dei punti dell’art. 1 si parla di prevenzione. Diagnosi e cura sono tecnicamente e sostanzialmente diverse dalla prevenzione. Nell’art. 2 si parla di solo promozione di attività di carattere educativo e culturale dirette a realizzare finalità di prevenzione sanitaria. Quindi, a fronte di un’ispezione ministeriale, l’organizzazione diretta di giornate di screening (cardiologico, oftalmico, oncologico, …) viene considerata Mutuo Soccorso secondo l’art. 1 per una mal specificata definizione di “attività diagnostica”? E’ permessa secondo quanto previsto dall’art. 2, comma 1? O è vietata secondo quanto disposto dall’art. 2, comma 2?

  2. Come si gestisce un caso di ricovero non dovuto a infortunio o malattia? Ad esempio, come si gestisce tutta la complessa situazione che ruota intorno ad una gravidanza, alla maternità o a un’interruzione di gravidanza? Certo la gravidanza non può essere definita una malattia o un infortunio; tanto meno rientra in queste fattispecie l’interruzione volontaria di gravidanza. Qualcuno può dare linee guida concrete, con opportuni riferimenti normativi in merito oppure, per quanto riguarda uno dei momenti più importanti nella vita di una donna e di una famiglia, dobbiamo continuare ad arrampicarci sugli specchi dell’inabilità temporanea al lavoro?

  3. Come è lecito comportarsi in caso di richieste legate al trasferimento di un paziente all’estero? E’ possibile intervenire anticipando i costi di un trasferimento sanitario? E come ci si deve muovere se le cure previste si trasformano in una procedura legale (illegale in Italia) di morte assistita? Non è un caso limite: la SLA colpisce anche nei piccolissimi centri.

  4. Come è concretamente possibile intervenire nei casi previsti dall’art. 1 punto 4? Disagio GRAVISSIMO, IMPROVVISO e in ASSENZA di previdenze pubbliche. A parte l’assenza di previdenze pubbliche, che limita fortemente la possibilità di intervento ma almeno è facilmente definibile, come vengono misurate la gravità e la subitaneità di una situazione?

Non voglio negare che si tratti anche di casi limite e di esempi anche provocatori (dopo tutto, la provocazione è spesso la migliore spinta alla riflessione). Certamente, però, si tratta di casi di non così rari e di situazioni non esenti da forti implicazioni etiche e morali. Resta il fatto che dal 2012 sono passati SEI ANNI e per molti non è ancora chiaro come si possa e si debba fare Mutuo Soccorso. E questo è solo uno, anche se il principale, forse, dei problemi che quelli piccoli come noi vorrebbero sapere come affrontare adeguatamente.

Cosa ci piacerebbe avere?

Alle altre piccole Società di Mutuo Soccorso chiediamo il loro punto di vista ed i loro suggerimenti su questi argomenti.

Alle organizzazioni nazionali che si occupano di Mutuo Soccorso proponiamo la realizzazione di seminari tecnici, tenuti da tecnici, che analizzino con un linguaggio chiaro casi concreti e che diano certezze dal punto di vista legale e non le solite contraddittorie “opinioni di buon senso”. Ormai anche i soci delle Società più piccole non hanno troppe difficoltà con internet: se non li si vuole organizzare in giro per l’Italia, si può sempre usare youtube o lo streaming. Le grandi organizzazioni di rappresentanza hanno avvocati, commercialisti, tecnici preparati: è così impossibile progettare un corso per “organizzatori di Mutuo Soccorso”?

Proposta sciocca? E’ possibile; analizzare un po’ di casi pratici e fornire linee guida chiare e concrete, però, sarebbe di maggiore aiuto che proporre la soluzione della mutualità mediata e lasciare intendere che “Così, con pochi euro vi togliete la rogna e potete dedicarvi alla sagra della frittella e del gnocco fritto!”

Grazie per l’attenzione

Daniele Massazza

Sindacato e SOMS: incontri a Tortona

Un po’ casualmente, attravreso la stampa locale, siamo venuti a conoscenza di questi interessanti incontri organizzati dalla Cisl, presso la Biblioteca Civica di Tortona in Via A. Mirabello e, nella speranza che siano in molti a partecipare, condividiamo volentieri la notizia.

Il Sindacato soggetto di rappresentanza sociale”: l’8 e il 22 giugno l’approfondimento della Cisl a Tortona.
“Dare un volto a chi non l’ha mai avuto: gli operai che sono stati protagonisti del forte sviluppo industriale della Provincia di Alessandria a partire dall’Ottocento, senza trascurare il ruolo degli altri attori, pur importanti. Un pezzo di storia spesso dimenticata e che, comunque la si pensi, ha determinato la vita della città, possiamo dire fino ad oggi”.

– Daniele Massazza