Domande sul Mutuo Soccorso – parte 1

Sempre più spesso fanno la loro comparsa in rete siti, blog, pagine e profili dedicati alle Società di Mutuo Soccorso. Indipendentemente dal fatto che gli autori arrivino da vere Società di Mutuo Soccorso o siano sfacciati trasformisti assicurativi, vengano da associazioni piene di buona volontà e voglia di fare o rappresentino spudorati scippatori di storie e tradizioni che pensano solo a trovare un solido appoggio politico e a farsi un conto ben fornito in qualche paradiso fiscale, indipendentemente da tutto ciò, dicevo, quasi sempre in questi spazi internet viene dedicata una pagina alla storia del Mutuo Soccorso …
E quasi sempre si legge la solita vecchia storia del Mutuo Soccorso che in Italia nasce nel 1848 grazie alle concessioni dello Statuto Albertino…
Giusto per provare a capire meglio e per approfondire alcuni aspetti della storia del mutualismo italiano, mi piacerebbe capire come si spiegano alcune situazioni che a me personalmente paiono tutto sommato anomale. Partiamo dalla più semplice, la data di nascita, il famigerato 1848.
Se le Società di Mutuo Soccorso in Italia nascono nel 1848, come si spiegano queste immagini?

E come si spiega che nel Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche siano presenti documenti riferiti, ad esempio, alla “Società di mutuo soccorso fra Israeliti Moncalvesi” fondata nel 1817?
Oppure, come mai la prima Statistica del Regno d’Italia sulle Società di Mutuo Soccorso (1862), tra le 443 Società censite ne conta 66 nate prima del famoso ’48?

Forse le Società di Mutuo Soccorso Italiane sono un po’ più vecchie dello Statuto Albertino … è che ‘sti due secoli abbondanti se li portano dannatamente bene! 😉

—–> segue

– Daniele Massazza

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Salute: 2 – stranezze ospedaliere

Non sempre per prenotare una visita specialistica o un un esame diagnostico possiamo rivolgerci al CUP: a volte è necessario rivolgersi direttamente all’ambulatorio o al servizio che erogano una determinata prestazione. Nella maggior parte dei casi, se la nostra impegnativa è compilata correttamente, tutto fila liscio. A volte, invece, ci si scontra con il problema di tempi d’attesa particolarmente lunghi (ma questo succede anche per quelle prestazioni prenotabili attraverso CUP).
Ci sono casi, però, in cui la nostra Sanità Pubblica trova modo di esprimere al meglio la propria voglia di fantasia. Un esempio? Secondo voi, è possibile che un ospedale pubblico chieda al paziente di procurarsi il materiale di consumo necessario ad un’indagine diagnostica? Vabbè che viviamo in un Paese dove i bambini della scuola dell’obbligo devono portarsi la carta igienica da casa – direte voi – ma vuoi che un ospedale mi chieda di portarmi da casa, che ne so, le siringhe?
Eppure, anche in quelle regioni che vantano ospedali all’avanguardia (e non solo a livello nazionale) …
… può succedere che una persona, un signor Rossi qualsiasi, sia visitato da uno specialista e che questo gli prescriva un esame radiologico che si chiama “studio dei tempi di transito intestinale”. Il signor Rossi, un po’ sollevato perchè gli hanno spiegato che l’esame è indolore e un po’ in ansia perchè deve fare ‘sta cosa di cui non ha mai sentito parlare, parte e va in ospedale per prenotare.
Nel primo ospedale a cui si rivolge, quello comodo e vicino a casa, gli rispondono che non ci sono problemi, può fare l’esame nel giro di pochi giorni ma … per fare quell’esame servono dei “marcatori” e loro non li tengono. Deve andare in qualche farmacia e comprarseli. Non costano molto, pochi euro, ma non tutte le farmacie li vogliono tenere, ragioni puramente commerciali … dovrà cercarseli.
Il signor Rossi, che non ha avuto nemmeno il coraggio di farsi spiegare per bene cosa diavolo sono quei marcatori, ci resta male: lui è anche esente dal ticket e poi gli fanno pagare … i marcatori! Senza molte speranze, decide di attraversare la città per dirigersi verso l’altro ospedale (pubblico come il primo)… non si sa mai…
E, infatti, anche qui i tempi d’attesa sono più che accettabili ma, stranezze ospedaliere, non deve cercare proprio niente, fornisce tutto il servizio di radiologia, anzi, il personale è persino un po’ stupito: loro non hanno mai mandato nessuno in giro per le farmacie!

Ora, in punta di diritto, io non saprei proprio dire quale dei due ospedali faccia la cosa giusta e perchè… però so che questo accade abbastanza spesso e ho il sospetto che possa accadere anche per altri tipi di esame …
Dunque?
Dunque, vediamo se qualcuno ci saprà dare una risposta certa…

Nel frattempo, però, possiamo comunicare ai soci delle SMS aderenti a SOMS Insieme che, per quanto riguarda questo tipo di esame, ci siamo mossi in maniera “chirurgica” e siamo in grado di risolvere il problema in tempi brevissimi e, naturalmente, a costi controllati. Quindi, nell’ipotesi in cui vi trovaste nei panni del nostro sig. Rossi, rivolgetevi alla vostra Società.

  • Daniele

Terzo settore: il punto sulla riforma

Il completamento della riforma del Terzo Settore ha comportato (e comporterà ancora) l’emanazione di ulteriori atti normativi finalizzati a dare concretezza ai principi, alle misure e agli interventi previsti dai decreti attuativi.

Questi i provvedimenti ad oggi adottati:
1. 13 Novembre 2017 – Atto di indirizzo emanato dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, per l’individuazione degli obiettivi generali, delle aree prioritarie di intervento e delle linee di attività finanziabili attraverso il Fondo per il finanziamento di progetti e di attività di interesse generale nel Terzo settore, di cui all’art. 72 del Codice del Terzo settore, nonché attraverso le altre risorse finanziarie destinate al sostegno degli enti del Terzo settore.
2. 14 novembre 2017 – Decreto direttoriale n.326/2017 emanato dal Ministero del Lavoro contenente l’“Avviso n. 1/2017 per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’articolo 72 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 – anno 2017”.
Il provvedimento è finalizzato alla disciplina dei criteri di selezione e di valutazione, nonché alle modalità di assegnazione ed erogazione del finanziamento, alle procedure di avvio, attuazione e rendicontazione degli interventi finanziati indicati dall’Atto di indirizzo.
Con decreto direttoriale del 29 dicembre 2017 (in corso di registrazione presso gli organi di controllo) sono stati ammessi al finanziamento 78 progetti per un importo complessivo di quasi 34 milioni di euro.
3. 16 novembre 2017 – Decreto del Ministro del Lavoro, che stabilisce la disciplina attuativa per la fruizione dei contributi destinati alle organizzazioni di volontariato per l’acquisto di autoambulanze, autoveicoli per attività sanitarie e beni strumentali.
4. 28 novembre 2017 – Firmato protocollo d’intesa tra il Ministero del Lavoro, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), l’Agenzia del Demanio (AD) e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), finalizzato a conseguire un’efficiente gestione dei beni immobili pubblici inutilizzati e dei beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata, da destinare allo svolgimento delle attività degli enti del Terzo settore.
Mediante il recupero di questi beni, le attività sono rivolte alla riqualificazione dei territori degradati, al miglioramento del contesto urbano e sociale, all’incentivazione di iniziative di diffusione di legalità e all’inclusione sociale dei soggetti svantaggiati.
5. 21 dicembre 2017 – Decreto emanato dal Ministro del Lavoro di nomina del Comitato di gestione della Fondazione Italia Sociale.
Al Comitato è affidato il compito di amministrare la Fondazione, il cui obiettivo è quello di sostenere la realizzazione e lo sviluppo di interventi innovativi da parte degli enti di Terzo settore.
6. Dicembre 2017 – Sottoscritti accordi di programma con tutte le Regioni e le Province autonome per il sostegno delle attività di organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale operanti a livello territoriale: queste attività sono finanziate da risorse statali, pari a 26 milioni di euro, ripartite tra le Regioni e Province autonome.
7. 29 dicembre 2017 – Circolare interpretativa emanata dal Ministero del Lavoro avente per oggetto prime indicazioni su questioni di diritto transitorio inerenti al Codice del Terzo settore. In particolare, la circolare è finalizzata a fornire elementi utili alla disciplina del periodo transitorio intercorrente tra l’entrata in vigore del Codice e l’operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore.
8. 11 Gennaio 2018 – DPCM emanato dalla Presidenza del Consiglio per istituire la Cabina di regia interministeriale di coordinamento della riforma. La Cabina, di cui all’art. 97 del Codice del Terzo settore, ha il compito di coordinare, in raccordo con i ministeri competenti, le politiche di governo e le azioni di promozione e di indirizzo delle attività degli enti del Terzo settore.

Questi gli atti normativi in fase di elaborazione:
1. Decreto interministeriale per l’individuazione dei criteri e dei limiti delle attività strumentali e secondarie di cui all’art. 6 del Codice, diverse da quelle di interesse generale, da esercitarsi parte degli enti di Terzo settore.
2. Dpcm di definizione delle modalità e dei termini per l’accesso al riparto del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche degli enti destinatari del contributo, nonché delle modalità e dei termini per la formazione, l’aggiornamento e la pubblicazione dell’elenco permanente degli enti iscritti e per la pubblicazione degli elenchi annuali degli enti ammessi, di cui all’art. 4 del dlgs. n.111/2017
3. Atti normativi di attuazione del dlgs. n.112/2017 che disciplina l’impresa sociale.
4. Decreto interministeriale relativo alla fruizione del credito d’imposta da parte delle Fondazioni di origine bancaria, che finanziano il sistema dei Centri di servizio per il volontariato.

Nel frattempo, il Governo resta in attesa dell’ok da parte di Bruxelles sull’impianto fiscale introdotto dalla Riforma. In merito, il sottosegretario Bobba ha dichiarato: «il fascicolo è stato presentato alla Commissione, ad oggi però è difficile fare previsione sui tempi della loro risposta».

  • Daniele Massazza

Salute: 1 – l’impegnativa del nostro medico

Può succedere che il nostro stato di salute renda necessaria una visita specialistica o un’analisi diagnostica da parte dei medici del Servizio sanitario nazionale in tempi molto brevi. I tempi d’attesa che caratterizzano i nostri ospedali o le nostre Asl, però, spesso non sono in grado di rispondere a queste esigenze. In questi casi, l’unica soluzione percorribile potrebbe sembrare il ricorso a medici e/o strutture private, con costi a volte molto alti (soprattutto per chi non ha proprie coperture assicurative).
In realtà, non è proprio così … almeno, non sempre. Ci sono alcune cose che possiamo fare per cercare di ottenere un’assistenza in tempi certi ed adeguati alle nostre necessità.
La prima cosa che possiamo fare chiedere al medico di base di attestare l’urgenza della visita nell’impegnativa.
Quando riteniamo che le nostre condizioni non ci permettano di attendere troppo a lungo per ottenere un consulto specialistico o per sottoporci ad una determinata prestazione diagnostica, possiamo chiedere al nostro medico di base una impegnativa che tenga conto dell’urgenza. Nella prescrizione rosa che questi compila per richiedere la prestazione del Servizio Sanitario Nazionale è infatti possibile indicare la priorità e i tempi con cui tale richiesta deve essere evasa dalle Asl o dagli ospedali pubblici. Nella parte destra del modulo utilizzato sono posizionati quattro riquadri identificati dalle U, B, D, e P. Ognuno di questi riquadri definisce i tempi in cui deve essere effettuata la prestazione medica richiesta.

Vediamo qual è il loro significato:

  • U: la prestazione richiesta dal medico di base è urgente e deve essere effettuata nel più breve tempo possibile (entro le successive 24 ore e comunque non oltre tre giorni);
  • B: la prestazione richiesta dal medico di base è abbastanza urgente e va eseguita entro 10 giorni;
  • D: la prestazione richiesta non è particolarmente urgente e, se si tratta di una visita, può essere eseguita entro 30 giorni, mentre se si tratta di una analisi diagnostica il termine è di 60 giorni;
  • P: la prestazione richiesta dal medico non è per nulla urgente e può essere eseguita entro 180 giorni.

In caso di estrema urgenza, dunque, è bene chiedere al medico di base di barrare la casella con la lettera U.
La successiva prenotazione al Servizio Sanitario Nazionale dovrà essere fatta allo sportello portando con sé l’impegnativa o, in alternativa, anche telefonicamente, mediante il call center del Centro unico di prenotazione (Cup). In quest’ultimo caso, è sempre meglio chiamare avendo a portata di mano l’impegnativa, in modo da comunicaro all’operatore il numero che identificativo e la selezione della lettera U da parte del medico curante.
Attenzione: Tutte le impegnative senza alcuna indicazione di priorità verranno ritenute prive di priorità e rientreranno automaticamente nella classe P.

—-> Continua

Novità dell’ultimo mese …

Il 6 dicembre scorso è stato convertito in legge (l. 4 dicembre 2017, n. 172 ) il decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria (GU Serie Generale n. 284 del 05-12-2017). A proposito di Mutuo Soccorso, l’art. 5-quater recita:

Art. 5-quater. (Detrazione  fiscale  per  contributi  associativi
versati alle societa' di mutuo soccorso). - 1. All'articolo 83, comma
5, del codice di cui al decreto legislativo 2 agosto 2017, n. 117, le
parole: "per un importo superiore a 1.300 euro" sono sostituite dalle
seguenti: "per un importo non superiore a 1.300 euro". 

Vero è che le piccole Società di Mutuo Soccorso difficilmente hanno di questi problemi, però …

Di sicuro interesse per molte Società di Mutuo Soccorso (anche piccole) sono invece le modifiche apportate alla legge 19 agosto 2016, n. 166 (Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarieta’ sociale e per la limitazione degli sprechi.) dalla nuova legge di bilancio (l. 27 dicembre 2017, n. 205  – GU Serie Generale n.302 del 29-12-2017 – Suppl. Ordinario n. 62) entrata in vigore il con l’inizio del 2018. In particolare, vale pena prendere visione degli artt. 208 e 209: la lettura, ovviamente, risulta un po’ pallosetta ma può dimostrarsi tutto sommato utile, soprattutto se collegata ad una visita al sito iononsprecoperche.it 

  • Daniele Massazza