Tasseeee!!!

Viste le future incombenze che minacciose si addensano sulla testa dei cittadini (E NON SOLO!) tortonesi (E NON SOLO!)…
Considerate le schiere di psicho-ambientalisti che avanzano al grido di “Chi più inquina, più paghi!” …
Ritenendo che, con l’arrivo dell’estate, ci si ricordi sempre della prova costume ma si dimentichi spesso la prova SIAE …

Ricordiamo a tutte le Società di Mutuo Soccorso aderenti a SOMS Insieme (E NON SOLO!) il testo dell’art. 82 del codice del Terzo settore …
… non si sa mai, nei prossimi mesi potrebbe venir buono …

Disposizioni in materia di imposte 
                     indirette e tributi locali 
 
  1. Le disposizioni del presente articolo si applicano agli enti del
Terzo settore comprese le cooperative sociali ed escluse  le  imprese
sociali costituite in forma di societa',  salvo  quanto  previsto  ai
commi 4 e 6. 
  2. Non sono soggetti all'imposta sulle successioni  e  donazioni  e
alle imposte ipotecaria e catastale i trasferimenti a titolo gratuito
effettuati a favore degli enti di cui al comma 1 utilizzati ai  sensi
dell'articolo 8, comma 1. 
  3. Agli atti costitutivi e alle modifiche statutarie,  comprese  le
operazioni di fusione, scissione o trasformazione poste in essere  da
enti del Terzo settore di cui al comma 1,  le  imposte  di  registro,
ipotecaria e catastale si applicano in  misura  fissa.  Le  modifiche
statutarie di cui al periodo precedente sono esenti  dall'imposta  di
registro se hanno lo  scopo  di  adeguare  gli  atti  a  modifiche  o
integrazioni normative. 
  4. Le imposte di registro, ipotecaria e catastale si  applicano  in
misura  fissa  per  gli  atti  traslativi  a  titolo  oneroso   della
proprieta' di beni immobili e per gli atti traslativi o  costituitivi
di diritti reali immobiliari di godimento a favore di tutti gli  enti
del Terzo settore di cui al comma 1, incluse le  imprese  sociali,  a
condizione che i beni siano  direttamente  utilizzati,  entro  cinque
anni  dal  trasferimento,   in   diretta   attuazione   degli   scopi
istituzionali  o   dell'oggetto   sociale   e   che   l'ente   renda,
contestualmente alla stipula dell'atto, apposita dichiarazione in tal
senso. In caso  di  dichiarazione  mendace  o  di  mancata  effettiva
utilizzazione  del   bene   in   diretta   attuazione   degli   scopi
istituzionali o  dell'oggetto  sociale,  e'  dovuta  l'imposta  nella
misura ordinaria, nonche' la sanzione amministrativa pari al  30  per
cento dell'imposta dovuta oltre agli  interessi  di  mora  decorrenti
dalla data in cui l'imposta avrebbe dovuto essere versata. 
  5. Gli atti, i documenti, le istanze, i contratti, nonche' le copie
anche se dichiarate conformi, gli  estratti,  le  certificazioni,  le
dichiarazioni, le attestazioni e  ogni  altro  documento  cartaceo  o
informatico in qualunque modo denominato posti in essere o  richiesti
dagli enti di cui al comma 1 sono esenti dall'imposta di bollo. 
  6. Gli immobili posseduti e utilizzati dagli enti  non  commerciali
del  Terzo  settore  di  cui  all'articolo  79,  comma  5,  destinati
esclusivamente allo svolgimento con  modalita'  non  commerciali,  di
attivita'  assistenziali,  previdenziali,   sanitarie,   di   ricerca
scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive,
nonche' delle attivita' di cui all'articolo 16, comma 1, lettera  a),
della  legge  20  maggio  1985,  n.  222,  sono  esenti  dall'imposta
municipale propria e dal tributo  per  i  servizi  indivisibili  alle
condizioni e nei limiti previsti dall'articolo 7,  comma  1,  lettera
i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.  504,  dall'articolo
9, comma 8, secondo periodo, del decreto legislativo 14  marzo  2011,
n. 23, dall'articolo 91-bis del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.  1,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012,  n.  27,  e
dall'articolo 1, comma 3, del decreto-legge  6  marzo  2014,  n.  16,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 maggio 2014,  n.  68,  e
relative disposizioni di attuazione. 
  7. Per i tributi diversi  dall'imposta  municipale  propria  e  dal
tributo per i servizi indivisibili, per  i  quali  restano  ferme  le
disposizioni di cui al comma 6, i  comuni,  le  province,  le  citta'
metropolitane e le regioni possono  deliberare  nei  confronti  degli
enti del  Terzo  settore  che  non  hanno  per  oggetto  esclusivo  o
principale  l'esercizio  di  attivita'  commerciale  la  riduzione  o
l'esenzione dal pagamento  dei  tributi  di  loro  pertinenza  e  dai
connessi adempimenti. 
  8. Le regioni e le Provincie autonome di Trento e  Bolzano  possono
disporre nei confronti degli enti di cui  al  comma  1  del  presente
articolo la riduzione  o  l'esenzione  dall'imposta  regionale  sulle
attivita' produttive di cui decreto legislativo 15 dicembre 1997,  n.
446,  nel  rispetto  della  normativa  dell'Unione  europea  e  degli
orientamenti della Corte di giustizia dell'Unione europea. 
  9. L'imposta sugli intrattenimenti non e' dovuta per  le  attivita'
indicate nella tariffa  allegata  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, svolte dagli enti di cui al comma
1  del  presente  articolo  occasionalmente  o  in  concomitanza   di
celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione. L'esenzione
spetta a condizione che dell'attivita' sia data comunicazione,  prima
dell'inizio di ciascuna  manifestazione,  al  concessionario  di  cui
all'articolo 17  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre 1972, n. 640. 
  10. Gli atti e i provvedimenti relativi agli enti di cui al comma 1
del presente articolo  sono  esenti  dalle  tasse  sulle  concessioni
governative di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre 1972, n. 641. 
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Privacy e Mutuo Soccorso

A partire dal prossimo 25 maggio, in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea sarà direttamente applicabile il Regolamento Ue 2016/679 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali, meglio noto come GDPR (General Data Protection Regulation).

In estrema sintesi, col questo nuovo Regolamento saranno introdotte regole più chiare su informativa e consenso; verranno definiti i limiti al trattamento automatizzato dei dati personali; saranno poste le basi per l’esercizio di nuovi diritti; si stabiliranno criteri rigorosi per il trasferimento degli stessi al di fuori dell’Ue; verranno, infine, fissate norme rigorose per i casi di violazione dei dati.

Tutte le aziende, ovunque stabilite, comprese quelle situate al di fuori dall’Unione Europea che offrono servizi o prodotti all’interno del mercato comunitario, dovranno rispettare le nuove regole e vedranno aumentare le loro responsabilità. In caso di inosservanza le sanzioni potranno essere pesantissime.

Cosa c’entra tutto ciò con le Società di Mutuo Soccorso?
A quanto ci risulta, purtroppo, le SOMS ricadono appieno nella nuova normativa: le autorizzazioni al trattamento dei dati sensibili e giudiziari da parte di associazioni e fondazioni, infatti, sono state rinnovate dal Garante per la Privacy solo fino al 24 maggio 2018, tenuto conto che a decorrere dal 25 maggio 2018 sarà applicabile il Regolamento (UE) 2016/679. Entro il 25 maggio, quindi, anche enti ed organizzazioni non profit, in quanto titolari dei dati dei propri dipendenti e collaboratori, dei volontari, dei donatori e dei beneficiari delle loro attività, dovranno procedere ad adeguarsi a tale nuova normativa.

Diversamente dalla normativa vigente, il testo normativo del GDPR non fornisce indicazioni precise su quali siano le misure pratiche da adottare: secondo tale nuova impostazione, infatti, l’approccio da tenere in ordine a ciascuna banca dati dovrà essere valutato direttamente dal titolare caso per caso, tenendo in considerazione la natura, l’ambito di applicazione, il contesto e le finalità del trattamento che si intendono perseguire. Oltre a tali principi di carattere generale, le organizzazioni non profit saranno tenute ad aggiornare le informative privacy e i format del consenso, in base ai nuovi diritti e ai nuovi obblighi informativi disposti dal regolamento europeo, nonché a porre in essere le nuove formalità richieste da tale disposizione di legge, nei limiti e con le modalità ivi delineate.

La normativa è effettivamente MOLTO complessa e le sanzioni potrebbero essere MOLTO pesanti. Se è vero che molti studi e molti professionisti in campo fiscale e giuridico stanno appoggiandosi a terzi per esternalizzare l’adeguamento in materia di privacy, il nostro consiglio è quello di procedere MOLTO sollecitamente a consultare il vostro consulente di riferimento per capire come muovervi in riferimento all’attività della vostra Società di Mutuo Soccorso.

– Daniele Massazza

 

 

Salute: 3 – le liste d’attesa

A livello nazionale, sono stati fissati i tempi massimi per 58 prestazioni sanitarie tra diagnostica, specialistica ambulatoriale (prime visite o primi esami diagnostici) e per alcuni ricoveri. A loro volta, le Regioni indicano in un proprio atto le prestazioni garantite ed i relativi tempi massimi d’erogazione in ciascuna regione (per le disposizioni regionali è possibile consultare il sito della Regione di appartenenza o rivolgersi all’Ufficio Relazioni con il Pubblico della propria ASL.)

Cosa succede se i tempi massimi vengono superati?
Per conoscere i tempi di erogazione delle prestazioni della propria ASL è sufficiente consultare il sito web dell’Azienda o chiedere al centro prenotazione o all’URP, in quanto ogni ASL o Azienda Ospedaliera deve redigere il piano aziendale attuativo e di questo deve darne opportuna “diffusione”.
Il Piano Nazionale per le liste d’attesa prevede che, nel caso di mancato rispetto dei tempi massimi, l’Azienda debba provvedere ad segnalare le strutture pubbliche o private accreditate (convenzionate) in grado di garantire il rispetto della tempistica; in caso ciò non fosse possibile, l’Azienda sanitaria dovrà autorizzare la prestazione in regime intramurario (intramoenia) e, in questo caso, non dovremo sostenere alcun onere economico aggiuntivo, se non l’eventuale ticket (se non esente).

Cosa fare dunque in caso di superamento dei tempi massimi?
Il suggerimento è quello di inoltrare la richiesta per l’individuazione della struttura pubblica o convenzionata in grado di erogare la prestazione di diagnostica o specialistica entro i tempi massimi stabiliti o autorizzare la prestazione in intramoenia senza oneri aggiuntivi oltre al ticket.

E se una prestazione non è compresa nel piano di governo dei tempi d’attesa e i tempi prospettati dal CUP sono troppo lunghi?
Nel caso in cui nessuna struttura sul territorio sia in grado di effettuare la prestazione in tempi congrui, a fronte di una certificazione medica che attesti l’incompatibilità dell’attesa con le nostre  condizioni di salute, è possibile inviare la richiesta alla Direzione Generale della Asl e all’Assessorato alla Sanità della nostra Regione, allegando il certificato attestante l’incompatibilità dell’attesa attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno.

E se volessimo effettuare la prestazione solo in una struttura, un grande ospedale ad esempio, che però non rispetta i tempi massimi previsti?
Nel caso volessimo rivolgerci solo ed esclusivamente ad una particolare struttura, ma altre strutture nella tua ASL sono in grado di erogare quella stessa prestazione nel rispetto dei tempi massimi, non ci sono alternative: è necessario attendere il proprio turno.

Per una visita di controllo i tempi previsti superano quelli pubblicati nel piano: è legale?
Il Piano ha fissato tempi massimi per prestazioni diagnostico-specialistiche in regime ambulatoriale solo per le prime visite e primi esami diagnostici ovvero per quelle prestazioni volte ad individuare una diagnosi; i controlli periodici quindi restano esclusi. Nel caso in cui la prestazione fosse inserita nel piano di governo e ci fosse la necessità della stessa in tempi più brevi, è consigliabile rivolgersi al proprio medico che eventualmente provvederà a certificare la necessità della prestazione in tempi più brevi.

E se mi rispondono che non vengono accettano prenotazioni per tutto il prossimo mese e le disponibilità per le liste del mese successivo non sono ancora disponibili?.
Il blocco o la chiusura delle prenotazioni è una pratica vietata dalla Legge (art. 1, comma 282, l. 266/2005: E’ vietato sospendere le attività di prenotazione delle prestazioni). In questi casi, le Regioni possono anche procedere all’applicazione di un’ammenda nei confronti dei responsabili della violazione (art. 1, comma 284, l. 266/2005 Ai soggetti responsabili delle violazioni del divieto di cui al comma 282 è applicata la sanzione amministrativa da un minimo di 1.000 euro ad un massimo di 6.000 euro).
Il suggerimento, dunque, è di fare immediatamente presente che procederemo a segnalare il fatto, inviando tramite raccomandata A/R alla Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria e all’Assessorato alla Sanità della Regione la richiesta di sblocco delle liste e l’applicazione dell’ammenda (l’invio per conoscenza ad Associazioni tipo Cittadinanzattiva è sempre un vantaggio). Quindi, chiedere quali altre strutture possono erogare la prestazione.

Ma non esistono accessi preferenziali?
Sì esistono i percorsi diagnostico terapeutici (PDT).
Il Piano di contenimento sui tempi di attesa stabilisce che le Regioni sono tenute ad avviare dei percorsi di accesso preferenziali (PDT ovvero percorsi diagnostico terapeutici) per 2 aree mediche in particolare: l’area cardiovascolare e quella oncologica. La prima visita specialistica (visita cardiologia o oncologica) va eseguita entro 30giorni; inoltre, dovranno essere stabiliti tempi di attesa adeguati tra la definizione del problema (diagnosi) e l’esecuzione dell’atto terapeutico e, in ogni caso, l’attesa non potrà essere superiore a 30 giorni.

UNA RACCOMANDAZIONE: Educazione e rispetto nei confronti di chi sta lavorando sono sempre d’obbligo. Anche quando si è giustamente esasperati nei confronti di un sistema che, a volte, forse troppo spesso, si inceppa. E poi, non è mica detto che chi sta dietro ad uno sportello debba essere per forza il colpevole di ogni disservizio…

– Daniele

Salute: 2 – stranezze ospedaliere

Non sempre per prenotare una visita specialistica o un un esame diagnostico possiamo rivolgerci al CUP: a volte è necessario rivolgersi direttamente all’ambulatorio o al servizio che erogano una determinata prestazione. Nella maggior parte dei casi, se la nostra impegnativa è compilata correttamente, tutto fila liscio. A volte, invece, ci si scontra con il problema di tempi d’attesa particolarmente lunghi (ma questo succede anche per quelle prestazioni prenotabili attraverso CUP).
Ci sono casi, però, in cui la nostra Sanità Pubblica trova modo di esprimere al meglio la propria voglia di fantasia. Un esempio? Secondo voi, è possibile che un ospedale pubblico chieda al paziente di procurarsi il materiale di consumo necessario ad un’indagine diagnostica? Vabbè che viviamo in un Paese dove i bambini della scuola dell’obbligo devono portarsi la carta igienica da casa – direte voi – ma vuoi che un ospedale mi chieda di portarmi da casa, che ne so, le siringhe?
Eppure, anche in quelle regioni che vantano ospedali all’avanguardia (e non solo a livello nazionale) …
… può succedere che una persona, un signor Rossi qualsiasi, sia visitato da uno specialista e che questo gli prescriva un esame radiologico che si chiama “studio dei tempi di transito intestinale”. Il signor Rossi, un po’ sollevato perchè gli hanno spiegato che l’esame è indolore e un po’ in ansia perchè deve fare ‘sta cosa di cui non ha mai sentito parlare, parte e va in ospedale per prenotare.
Nel primo ospedale a cui si rivolge, quello comodo e vicino a casa, gli rispondono che non ci sono problemi, può fare l’esame nel giro di pochi giorni ma … per fare quell’esame servono dei “marcatori” e loro non li tengono. Deve andare in qualche farmacia e comprarseli. Non costano molto, pochi euro, ma non tutte le farmacie li vogliono tenere, ragioni puramente commerciali … dovrà cercarseli.
Il signor Rossi, che non ha avuto nemmeno il coraggio di farsi spiegare per bene cosa diavolo sono quei marcatori, ci resta male: lui è anche esente dal ticket e poi gli fanno pagare … i marcatori! Senza molte speranze, decide di attraversare la città per dirigersi verso l’altro ospedale (pubblico come il primo)… non si sa mai…
E, infatti, anche qui i tempi d’attesa sono più che accettabili ma, stranezze ospedaliere, non deve cercare proprio niente, fornisce tutto il servizio di radiologia, anzi, il personale è persino un po’ stupito: loro non hanno mai mandato nessuno in giro per le farmacie!

Ora, in punta di diritto, io non saprei proprio dire quale dei due ospedali faccia la cosa giusta e perchè… però so che questo accade abbastanza spesso e ho il sospetto che possa accadere anche per altri tipi di esame …
Dunque?
Dunque, vediamo se qualcuno ci saprà dare una risposta certa…

Nel frattempo, però, possiamo comunicare ai soci delle SMS aderenti a SOMS Insieme che, per quanto riguarda questo tipo di esame, ci siamo mossi in maniera “chirurgica” e siamo in grado di risolvere il problema in tempi brevissimi e, naturalmente, a costi controllati. Quindi, nell’ipotesi in cui vi trovaste nei panni del nostro sig. Rossi, rivolgetevi alla vostra Società.

  • Daniele

Salute: 1 – l’impegnativa del nostro medico

Può succedere che il nostro stato di salute renda necessaria una visita specialistica o un’analisi diagnostica da parte dei medici del Servizio sanitario nazionale in tempi molto brevi. I tempi d’attesa che caratterizzano i nostri ospedali o le nostre Asl, però, spesso non sono in grado di rispondere a queste esigenze. In questi casi, l’unica soluzione percorribile potrebbe sembrare il ricorso a medici e/o strutture private, con costi a volte molto alti (soprattutto per chi non ha proprie coperture assicurative).
In realtà, non è proprio così … almeno, non sempre. Ci sono alcune cose che possiamo fare per cercare di ottenere un’assistenza in tempi certi ed adeguati alle nostre necessità.
La prima cosa che possiamo fare chiedere al medico di base di attestare l’urgenza della visita nell’impegnativa.
Quando riteniamo che le nostre condizioni non ci permettano di attendere troppo a lungo per ottenere un consulto specialistico o per sottoporci ad una determinata prestazione diagnostica, possiamo chiedere al nostro medico di base una impegnativa che tenga conto dell’urgenza. Nella prescrizione rosa che questi compila per richiedere la prestazione del Servizio Sanitario Nazionale è infatti possibile indicare la priorità e i tempi con cui tale richiesta deve essere evasa dalle Asl o dagli ospedali pubblici. Nella parte destra del modulo utilizzato sono posizionati quattro riquadri identificati dalle U, B, D, e P. Ognuno di questi riquadri definisce i tempi in cui deve essere effettuata la prestazione medica richiesta.

Vediamo qual è il loro significato:

  • U: la prestazione richiesta dal medico di base è urgente e deve essere effettuata nel più breve tempo possibile (entro le successive 24 ore e comunque non oltre tre giorni);
  • B: la prestazione richiesta dal medico di base è abbastanza urgente e va eseguita entro 10 giorni;
  • D: la prestazione richiesta non è particolarmente urgente e, se si tratta di una visita, può essere eseguita entro 30 giorni, mentre se si tratta di una analisi diagnostica il termine è di 60 giorni;
  • P: la prestazione richiesta dal medico non è per nulla urgente e può essere eseguita entro 180 giorni.

In caso di estrema urgenza, dunque, è bene chiedere al medico di base di barrare la casella con la lettera U.
La successiva prenotazione al Servizio Sanitario Nazionale dovrà essere fatta allo sportello portando con sé l’impegnativa o, in alternativa, anche telefonicamente, mediante il call center del Centro unico di prenotazione (Cup). In quest’ultimo caso, è sempre meglio chiamare avendo a portata di mano l’impegnativa, in modo da comunicaro all’operatore il numero che identificativo e la selezione della lettera U da parte del medico curante.
Attenzione: Tutte le impegnative senza alcuna indicazione di priorità verranno ritenute prive di priorità e rientreranno automaticamente nella classe P.

—-> Continua