Ripartono le giornate di prevenzione

Ripartono le giornate di prevenzione organizzate dalle Società di Mutuo Soccorso aderenti a SOMS Insieme. A dare il via all’attività 2018 è la Società di Carezzano che propone ai propri soci, ai soci delle altre S.M.S. e a tutti i loro familiari il programma riportato qui sotto. Visita gratuita, pranzo a base di pesce, tesseramento 2018… ci state ancora pensando?

– Daniele

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A breve con SOMS Insieme …

Il 22 febbraio scorso, per conto di SOMS Insieme, Daniele Massazza e Sergio Moi hanno visitato la sede genovese di D-Heart, una giovane azienda italiana a vocazione sociale che ha ideato, progettato e realizzato una soluzione innovativa in grado di salvare la vita a milioni di persone. La tecnologia messa a punto da D-Heart si basa su un elettrocardiografo portatile di dimensioni estremamente ridotte e gestibile dallo stesso paziente, in grado di collegarsi via bluetooth a qualsiasi smartphone. L’innovativo sistema di posizionamento degli elettrodi, guidato dalla fotocamera dello smartphone, permette la produzione di un elettrocardiogramma di elevata qualità che, grazie ad un’apposita app, può essere condiviso con il proprio medico specialista, con il proprio centro di riferimento o inviato per la refertazione ad un centro di telecardiologia a distanza, attivo 24/24, 365 giorni all’anno.
Si tratta di una soluzione incredibilmente efficace sotto molti aspetti, sia per quanto riguarda il monitoraggio a distanza dei cardiopatici, sia dal punto di vista della prevenzione.
In seguito alla visita e ai primi accordi presi con il dr. Nicolò Briante, fondatore con il dr. Niccolò Maurizi dell’azienda genovese, il Consiglio Direttivo di SOMS Insieme, riunitosi il 6 marzo scorso presso la Società di Mutuo Soccorso di Villaromagnano, ha deciso di acquistare un primo elettrocardiografo per metterlo a disposizione dei propri soci e ha messo in cantiere, per il prossimo futuro, il progetto per l’acquisizione di un elettrocardiografo per ognuna delle Società interessate. Naturalmente, SOMS Insieme è disponibile a condividere il progetto con tutte le Società di Mutuo Soccorso del tortonese che volessero farne parte.
Qui di seguito un breve video esplicativo e il link al sito D-Heart dove è possibile trovare altre informazioni (in inglese) e scaricare i trials clinici svolti e in corso di svolgimento.

D-Heart

– SOMS Insieme

SOMS Insieme: raddoppia il Centro ausili e dispositivi medici

“L’organizzazione di un punto di raccolta e distribuzione gratuita di ausili e dispositivi medici per i soci delle SMS aderenti era uno degli obiettivi che “SOMS Insieme” si era posta ancor prima della sua trasformazione da gruppo di lavoro a vera e propria associazione. L’idea era nata dopo aver ascoltato le storie di più persone che, pur essendo in stato di necessità e pur avendone spesso il diritto, per ragioni diverse, non avevano potuto richiederne la fornitura o non erano riuscite ad ottenere gli ausili o i dispositivi di cui avevano bisogno in tempo utile…
… Lo scopo che il progetto … voleva raggiungere era di mettere gratuitamente a disposizione dei propri soci un certo numero di ausili e dispositivi medici, rendendone così più agevole ed economicamente meno gravosa la fornitura in caso di eventuale necessità.”
Questo è quello che raccontavamo nel post del 15 agosto 2016.
La grande sensibilità e la disponibilità dimostrate nei mesi scorsi da GIMA s.p.a., unite alla generosità di alcuni tortonesi, hanno fatto sì che il nostro Centro per il prestito di ausili e dispositivi medici diventasse realtà in tempi ben più brevi di quelli previsti. Considerati l’interesse suscitato e l’attività svolta (nel corso del 2017, il Centro è intervenuto per oltre 150 giorni di prestito effettivo), le Società di Mutuo Soccorso aderenti a SOMS Insieme hanno deciso di attivarsi per potenziare il servizio.
Attualmente la dotazione a disposizione comprende

  • Num. 1 Letto ospedaliero a tre snodi completo di sponde ribaltabili e reggiarto;
  • Num. 5 Materassi antidecubito di tipo diverso con compressore;
  • Num. 2 Carrozzine pieghevoli;
  • Num. 3 Deambulatori;
  • Num. 2 paia di Stampelle regolabili;
  • Num. 1 Pedaliera per riabilitazione braccia gambe;
  • Num. 20 Sfigmomanometri aneroidi;
  • Num. 9 Glucometri wi-fi iHealth BG-5 per l’autocontrollo;
  • Num. 1 Pulsoximetro da dito Oxy-5;
  • Materiale di consumo monouso vario.

Nella riunione del Consiglio Direttivo dello scorso 6 marzo, è stato quindi deciso di avviare la riorganizzazione del servizio con l’apertura di un secondo Centro presso la Società di Mutuo Soccorso di Carezzano superiore e la progettazione del terzo presso la Società di Villaromagnano.

L’inaugurazione del secondo Centro di presti ausili e dispositivi medici è programmata per domenica 18 marzo alle 15,00 presso la Società di Mutuo Soccorso di Carezzano superiore, durante la giornata dedicata alla tradizionale frittellata di San Giuseppe.

A partire da tale data, quindi, ogni socio che dovesse trovarsi in condizioni di necessità può, tramite la propria S.M.S., rivolgersi ad uno dei due Centri e, a fronte di una semplice cauzione che gli sarà restituita a fine prestito, ritirare l’articolo di cui ha bisogno e tenerlo per un certo periodo di tempo. Nel caso lo strumento non rientrasse nelle disponibilità del Centro, il socio potrà comunque godere dei prezzi agevolati per il noleggio o l’acquisto presso centri convenzionati quali l’Ortopedia Derthona Salus di via Emilia, Tortona, o la Sanit Service RV di Villalvernia.

– Daniele Massazza

Salute: 3 – le liste d’attesa

A livello nazionale, sono stati fissati i tempi massimi per 58 prestazioni sanitarie tra diagnostica, specialistica ambulatoriale (prime visite o primi esami diagnostici) e per alcuni ricoveri. A loro volta, le Regioni indicano in un proprio atto le prestazioni garantite ed i relativi tempi massimi d’erogazione in ciascuna regione (per le disposizioni regionali è possibile consultare il sito della Regione di appartenenza o rivolgersi all’Ufficio Relazioni con il Pubblico della propria ASL.)

Cosa succede se i tempi massimi vengono superati?
Per conoscere i tempi di erogazione delle prestazioni della propria ASL è sufficiente consultare il sito web dell’Azienda o chiedere al centro prenotazione o all’URP, in quanto ogni ASL o Azienda Ospedaliera deve redigere il piano aziendale attuativo e di questo deve darne opportuna “diffusione”.
Il Piano Nazionale per le liste d’attesa prevede che, nel caso di mancato rispetto dei tempi massimi, l’Azienda debba provvedere ad segnalare le strutture pubbliche o private accreditate (convenzionate) in grado di garantire il rispetto della tempistica; in caso ciò non fosse possibile, l’Azienda sanitaria dovrà autorizzare la prestazione in regime intramurario (intramoenia) e, in questo caso, non dovremo sostenere alcun onere economico aggiuntivo, se non l’eventuale ticket (se non esente).

Cosa fare dunque in caso di superamento dei tempi massimi?
Il suggerimento è quello di inoltrare la richiesta per l’individuazione della struttura pubblica o convenzionata in grado di erogare la prestazione di diagnostica o specialistica entro i tempi massimi stabiliti o autorizzare la prestazione in intramoenia senza oneri aggiuntivi oltre al ticket.

E se una prestazione non è compresa nel piano di governo dei tempi d’attesa e i tempi prospettati dal CUP sono troppo lunghi?
Nel caso in cui nessuna struttura sul territorio sia in grado di effettuare la prestazione in tempi congrui, a fronte di una certificazione medica che attesti l’incompatibilità dell’attesa con le nostre  condizioni di salute, è possibile inviare la richiesta alla Direzione Generale della Asl e all’Assessorato alla Sanità della nostra Regione, allegando il certificato attestante l’incompatibilità dell’attesa attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno.

E se volessimo effettuare la prestazione solo in una struttura, un grande ospedale ad esempio, che però non rispetta i tempi massimi previsti?
Nel caso volessimo rivolgerci solo ed esclusivamente ad una particolare struttura, ma altre strutture nella tua ASL sono in grado di erogare quella stessa prestazione nel rispetto dei tempi massimi, non ci sono alternative: è necessario attendere il proprio turno.

Per una visita di controllo i tempi previsti superano quelli pubblicati nel piano: è legale?
Il Piano ha fissato tempi massimi per prestazioni diagnostico-specialistiche in regime ambulatoriale solo per le prime visite e primi esami diagnostici ovvero per quelle prestazioni volte ad individuare una diagnosi; i controlli periodici quindi restano esclusi. Nel caso in cui la prestazione fosse inserita nel piano di governo e ci fosse la necessità della stessa in tempi più brevi, è consigliabile rivolgersi al proprio medico che eventualmente provvederà a certificare la necessità della prestazione in tempi più brevi.

E se mi rispondono che non vengono accettano prenotazioni per tutto il prossimo mese e le disponibilità per le liste del mese successivo non sono ancora disponibili?.
Il blocco o la chiusura delle prenotazioni è una pratica vietata dalla Legge (art. 1, comma 282, l. 266/2005: E’ vietato sospendere le attività di prenotazione delle prestazioni). In questi casi, le Regioni possono anche procedere all’applicazione di un’ammenda nei confronti dei responsabili della violazione (art. 1, comma 284, l. 266/2005 Ai soggetti responsabili delle violazioni del divieto di cui al comma 282 è applicata la sanzione amministrativa da un minimo di 1.000 euro ad un massimo di 6.000 euro).
Il suggerimento, dunque, è di fare immediatamente presente che procederemo a segnalare il fatto, inviando tramite raccomandata A/R alla Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria e all’Assessorato alla Sanità della Regione la richiesta di sblocco delle liste e l’applicazione dell’ammenda (l’invio per conoscenza ad Associazioni tipo Cittadinanzattiva è sempre un vantaggio). Quindi, chiedere quali altre strutture possono erogare la prestazione.

Ma non esistono accessi preferenziali?
Sì esistono i percorsi diagnostico terapeutici (PDT).
Il Piano di contenimento sui tempi di attesa stabilisce che le Regioni sono tenute ad avviare dei percorsi di accesso preferenziali (PDT ovvero percorsi diagnostico terapeutici) per 2 aree mediche in particolare: l’area cardiovascolare e quella oncologica. La prima visita specialistica (visita cardiologia o oncologica) va eseguita entro 30giorni; inoltre, dovranno essere stabiliti tempi di attesa adeguati tra la definizione del problema (diagnosi) e l’esecuzione dell’atto terapeutico e, in ogni caso, l’attesa non potrà essere superiore a 30 giorni.

UNA RACCOMANDAZIONE: Educazione e rispetto nei confronti di chi sta lavorando sono sempre d’obbligo. Anche quando si è giustamente esasperati nei confronti di un sistema che, a volte, forse troppo spesso, si inceppa. E poi, non è mica detto che chi sta dietro ad uno sportello debba essere per forza il colpevole di ogni disservizio…

– Daniele

Salute: 2 – stranezze ospedaliere

Non sempre per prenotare una visita specialistica o un un esame diagnostico possiamo rivolgerci al CUP: a volte è necessario rivolgersi direttamente all’ambulatorio o al servizio che erogano una determinata prestazione. Nella maggior parte dei casi, se la nostra impegnativa è compilata correttamente, tutto fila liscio. A volte, invece, ci si scontra con il problema di tempi d’attesa particolarmente lunghi (ma questo succede anche per quelle prestazioni prenotabili attraverso CUP).
Ci sono casi, però, in cui la nostra Sanità Pubblica trova modo di esprimere al meglio la propria voglia di fantasia. Un esempio? Secondo voi, è possibile che un ospedale pubblico chieda al paziente di procurarsi il materiale di consumo necessario ad un’indagine diagnostica? Vabbè che viviamo in un Paese dove i bambini della scuola dell’obbligo devono portarsi la carta igienica da casa – direte voi – ma vuoi che un ospedale mi chieda di portarmi da casa, che ne so, le siringhe?
Eppure, anche in quelle regioni che vantano ospedali all’avanguardia (e non solo a livello nazionale) …
… può succedere che una persona, un signor Rossi qualsiasi, sia visitato da uno specialista e che questo gli prescriva un esame radiologico che si chiama “studio dei tempi di transito intestinale”. Il signor Rossi, un po’ sollevato perchè gli hanno spiegato che l’esame è indolore e un po’ in ansia perchè deve fare ‘sta cosa di cui non ha mai sentito parlare, parte e va in ospedale per prenotare.
Nel primo ospedale a cui si rivolge, quello comodo e vicino a casa, gli rispondono che non ci sono problemi, può fare l’esame nel giro di pochi giorni ma … per fare quell’esame servono dei “marcatori” e loro non li tengono. Deve andare in qualche farmacia e comprarseli. Non costano molto, pochi euro, ma non tutte le farmacie li vogliono tenere, ragioni puramente commerciali … dovrà cercarseli.
Il signor Rossi, che non ha avuto nemmeno il coraggio di farsi spiegare per bene cosa diavolo sono quei marcatori, ci resta male: lui è anche esente dal ticket e poi gli fanno pagare … i marcatori! Senza molte speranze, decide di attraversare la città per dirigersi verso l’altro ospedale (pubblico come il primo)… non si sa mai…
E, infatti, anche qui i tempi d’attesa sono più che accettabili ma, stranezze ospedaliere, non deve cercare proprio niente, fornisce tutto il servizio di radiologia, anzi, il personale è persino un po’ stupito: loro non hanno mai mandato nessuno in giro per le farmacie!

Ora, in punta di diritto, io non saprei proprio dire quale dei due ospedali faccia la cosa giusta e perchè… però so che questo accade abbastanza spesso e ho il sospetto che possa accadere anche per altri tipi di esame …
Dunque?
Dunque, vediamo se qualcuno ci saprà dare una risposta certa…

Nel frattempo, però, possiamo comunicare ai soci delle SMS aderenti a SOMS Insieme che, per quanto riguarda questo tipo di esame, ci siamo mossi in maniera “chirurgica” e siamo in grado di risolvere il problema in tempi brevissimi e, naturalmente, a costi controllati. Quindi, nell’ipotesi in cui vi trovaste nei panni del nostro sig. Rossi, rivolgetevi alla vostra Società.

  • Daniele