Storie: Bologna, dalla Mortadella al Mutuo Soccorso


mortadella

La mortadella e i salami di Bologna, fin dal medioevo, hanno goduto di larga fama in tutta Europa. All’epoca del libero Comune di Bologna, vigilare sulla produzione e sulla tutela della qualità delle specialità salumarie era compito della “Compagnia dei Salaroli”, che riuniva tutti coloro che lavoravano la carne di maiale, utilizzando il sale per la sua conservazione. La corporazione, in realtà, raccoglieva tutte quelle professioni in cui il sale era indispensabile, vuoi per la salatura delle carni e del lardo, vuoi per la preparazione dei formaggi. Nel 1294, le botteghe dei Salaroli a Bologna erano 281, registrate negli statuti della Corporazione insieme con i regolamenti interni dell’Arte per evitare frodi ed evasioni fiscali.

La Compagnia venne soppressa il 26 dicembre 1797 da Napoleone.

Dopo l’Unità d’Italia, Bologna era divenuta una fiorente città in cui l’industria salumiera rappresentava una vera e propria eccellenza: 70 fabbriche di mortadella e oltre 200 salumerie con laboratorio di produzione occupavano circa diecimila persone. I salumieri bolognesi erano grandi innovatori, sia dal punto di vista della produzione, sia da quello della comunicazione commerciale.
Ad Alessandro Forni, ad esempio, si deve il primo brevetto della scatola di piombo a tenuta stagna, per esportare le mortadelle negli Stati Uniti, e l’invenzione del “packaging brandizzato”, cioè delle scatolette di varie forme, decorate con i loghi e con le medaglie ricevute alle Esposizioni Universali.
Nel 1875, quando il famoso van Berkel aveva solo sei anni, fu lo stesso Forni ad ispirare ad un giovane meccanico la produzione del primo esemplare di affettatrice.
Fu invece Giuseppe Vaccari, un giovane salumiere di Bologna che aveva la sua bottega in Piazza Maggiore, ad avere l’intuizione di ridare vita alla Compagnia dei Salaroli. Con l’aiuto di Ludovico Berti, avvocato e assessore comunale particolarmente sensibile alle politiche mutualistiche, Vaccari riuscì ad aggregare i principali industriali salumieri della città e a fondare la Società di Mutuo Soccorso tra Salsamentari ed industrie affini.

Lo scopo del sodalizio, fin dalla sua istituzione, fu il mutuo soccorso ed il miglioramento morale e materiale dei propri associati: commercianti, esercenti, negozianti, operai, impiegati del settore e, infine, esercenti professioni che avessero attinenza con quella del salsamentario ovvero i commercianti in carni salate, burro e formaggi. Questi erano classificati in tre categorie: i soci effettivi, che godevano dei servizi forniti dalla Società; i cooperanti, che collaboravano nelle attività sociali rinunciando però ad ogni beneficio; i soci onorari. La partecipazione di importanti personalità del settore e le importanti iniziative nell’ambito della previdenza e della sussistenza accrebbero fin da subito il prestigio della Società: vennero adottate innovative misure per la creazione di sussidi di malattia, di vecchiaia, di disoccupazione; non meno importante fu l’assegnazione di premi per lo studio dei figli dei soci e l’organizzazione di corsi di alfabetizzazione e di specializzazione di settore. Nel 1879, l’importanza e l’attività sociale del sodalizio erano cresciute al punto che il re Umberto I ne accettò la presidenza onoraria.

Agli inizi del XX secolo, a seguito delle trasformazioni socio-economiche e dello sviluppo industriale, la Società cominciò ad allargare le proprie iniziative facendosi interprete delle esigenze maggiormente legate all’ambiente lavorativo, come le giornate di chiusura degli esercizi commerciali, le modifiche ai contratti di lavoro, le condizioni degli operai impiegati nel settore, l’avviamento di un ufficio di collocamento. Particolare importanza rivestirono la riforma dei sussidi di vecchiaia e l’iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza per i propri soci.
Lo scoppio della seconda guerra mondiale costrinse la Società a sospendere temporaneamente la propria attività nel luglio 1943 ma i lavori ripresero già nel maggio 1945. Nonostante la timida ripresa di attività mutualistiche e di iniziative sportive e sociali, quali le gare ciclistiche, i banchetti sociali e le veglie danzanti, organizzate allo scopo di rilanciare l’immagine e le casse del sodalizio, il sodalizio conobbe una nuova crisi societaria.

Tra il 1954 e il 1955, la Società decise mutare la propria natura trasformandosi in un istituto di assistenza di natura volontaria, l’Unione salsamentari per il miglioramento tecnico professionale. La nuova società, però, ebbe breve durata e, nel marzo 1958, fu ricostituita la Società di mutuo soccorso fra i salsamentari e gli esercenti industrie affini. Il 22 settembre 1986, fu trasformata in Società di mutuo soccorso fra i salsamentari e gli esercenti industrie affini società cooperativa a responsabilità limitata. Oggi, la Società di Mutuo Soccorso tra Salsamentari è ancora viva ed attiva nella città di Bologna: a dimostrarlo, ad esempio, è l’orgoglio con cui la Salumeria Simoni, ne rivendica l’appartenenza esponendo copia del gonfalone in vetrina.

Daniele

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