Quando le letture storiche portano a incazzamenti biblici

Il presente post è da ritenersi come un disperato tentativo di cura per una grave situazione psicologica manifestatasi ieri in tarda serata e che si è espressa con una fortissima tentazione di colpire ripetutamente qualcuno sul capo con il manico di un rastrello … Non avendo a portata di mano nè il rastrello, nè tanto meno una vittima in qualche modo accettabile, mi limito quindi a postare quanto segue sperando in giorni migliori … Ogni eventuale responsabilità è da addebitarsi allo scrivente e non è da ritenersi condivisa dalle Società di SOMS Insieme …. 😉

Stavo spulciando questro libro rintracciato su GoogleLibri …

screenshot-books google it 2015-06-24 18-48-12quando, arrivato a pagina 48, mi sono imbattuto in questo passo …

1800soms… sono passati solo 161 anni … s

Samo proprio sicuri sicuri che siano solo i politici quelli che si meritano di essere presi a rastrellate sulla testa? O c’è anche qualcuno di quelli che “si battono per il bene delle SOMS” e che vengono a spiegarci come si fa il Mutuo Soccorso che meriterebbe una pettinatina appena appena accennata… ditemi voi…

Daniele

“Rispolvera Tortona”: e chi se lo sarebbe aspettato?

Già … e chi se lo sarebbe aspettato? Noi, certamente no! Tenendo le dita incrociate contro il solito temporalotto dell’ultimo momento, avevamo preparato la Piccola Corte della Società per una trentina di ospiti. Invece, ben prima dell’inizio della serata, i posti disponibili erano tutti occupati. Allora, abbiamo cominciato ad aggiungere una decina di sedie, poi altre dieci, poi ancora qualcuna… e così, un po’ alla volta, siamo arrivati al tutto esaurito … nel senso che di sedie disponibili non ce n’erano più! Roba che, a Castellar Ponzano, solo i pranzi di Mastro Piero e Donna Annarosa riescono a fare!!!

Intanto, le vecchie fotografie in bianco e nero di Tortona e del tortonese hanno continuato a scorrere sul muro… ops … sul grande schermo della Società, accompagnate dalle voci di due narratori d’eccezione: Massimo Galluzzi e il maestro Bergaglio. Poco meno di due ore di proiezione, 127 immagini, ognuna arricchita da aneddoti e battute, racconti e commenti (anche da parte del pubblico): il pastificio Bellolio, il raduno annuale dei pastori, Fausto Coppi, il traghetto sullo Scrivia, le torri di S. Alosio, il Pidocchietto, la vecchia Orsi, Cassano, la via Emilia, don Orione, Castellar Ponzano, Sarina, il Foro Boario, la torre del Castello …. E quando le luci si sono accese, quasi tutti erano ancora lì, un po’ infreddoliti, forse, ma pronti a fare un bell’applauso ai due “curatori narranti” della serata.

Peccato che la temperatura ricordasse solo molto vagamente quella delle dolci serate di giugno… alla fine, più che dell’anguria, ci sarebbe stato bisogno di una bella porzione di farinata. D’altronde, come recita un vecchio detto, il tempo e qualche parte poco nobile del corpo umano fanno sempre a modo loro …

Daniele

P.S. La Società di Mutuo Soccorso di Castellar Ponzano ringrazia tutti coloro che, con la loro presenza, hanno permesso il successo della serata. Un GRAZIE particolare per la loro competenza, per la disponibilità e l’allegria a Massimo Galluzzi e Armando Bergaglio!

Vho in Arte

Sabato 20 giugno dalle ore 17:00, nel centro storico e negli antichi cortili di Vho, apre Vho in Arte. A comporre il programma di questa III edizione, oltre alla tradizionale presenza della pittura, con la partecipazione di Pietro Bisio e dell’Associazione pittori di Serravalle,  saranno la musica del Nicoletta Filella Quartet ed il recital dell’Officina del Dialetto di Tortona. Gli spazi dedicati alle degustazioni enogastronomiche e all’artigianato locale avranno il compito di rendere il tutto ancor più intrigante. E se alla fine vi mancasse giusto quel qualcosa che serve per chiudere la serata in bellezza … cosa ne direste di riprendere la tradizione del gelato del Mare di Vho con sottofondo di pianoforte?

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Prima, i burattini della tradizione a Sarezzano; venerdì 19 sera, la Tortona delle vecchie fotografie in bianco e nero alla Società di Castellar Ponzano; sabato 20, Vho in Arte … e poi venitemi a dire che le SOMS sono solo agnolotti e Mutuo Soccorso!!!

Daniele&Fabio

Aggiornamento per le Società e sezione Servizi

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I morsi della coscienza sono niente in confronto a quelli della FAME!!!

Aggiornamento per la pagina “Notizie per le Società“. Per le Società che organizzano pranzi, cene, merende o manifestazioni gastronomiche, sono disponibili per il download i seguenti files:

Il materiale proviene direttamente dal sito ASL AL. Per chiarimenti e/o aggiornamenti è possibile fare riferimento alla sede SIAN di Tortona, via Milazzo 1, c/o ex Caserma Passalacqua,  tel. 0131 865362 – fax 0131 865451.

Segnaliamo inoltre il nuovo aggiornamento del menù “Servizi di Mutuo Soccorso”: la sezione Download si è arricchita di un altro titolo, riguardante il tema malattie rare – lavoro. Si tratta della Guida ai diritti esigibili e alle agevolazioni in ambito lavorativo per la persona con malattia rara promosso da F.I.M.R. Onlus e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Daniele

Storie: Bologna, dalla Mortadella al Mutuo Soccorso

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La mortadella e i salami di Bologna, fin dal medioevo, hanno goduto di larga fama in tutta Europa. All’epoca del libero Comune di Bologna, vigilare sulla produzione e sulla tutela della qualità delle specialità salumarie era compito della “Compagnia dei Salaroli”, che riuniva tutti coloro che lavoravano la carne di maiale, utilizzando il sale per la sua conservazione. La corporazione, in realtà, raccoglieva tutte quelle professioni in cui il sale era indispensabile, vuoi per la salatura delle carni e del lardo, vuoi per la preparazione dei formaggi. Nel 1294, le botteghe dei Salaroli a Bologna erano 281, registrate negli statuti della Corporazione insieme con i regolamenti interni dell’Arte per evitare frodi ed evasioni fiscali.

La Compagnia venne soppressa il 26 dicembre 1797 da Napoleone.

Dopo l’Unità d’Italia, Bologna era divenuta una fiorente città in cui l’industria salumiera rappresentava una vera e propria eccellenza: 70 fabbriche di mortadella e oltre 200 salumerie con laboratorio di produzione occupavano circa diecimila persone. I salumieri bolognesi erano grandi innovatori, sia dal punto di vista della produzione, sia da quello della comunicazione commerciale.
Ad Alessandro Forni, ad esempio, si deve il primo brevetto della scatola di piombo a tenuta stagna, per esportare le mortadelle negli Stati Uniti, e l’invenzione del “packaging brandizzato”, cioè delle scatolette di varie forme, decorate con i loghi e con le medaglie ricevute alle Esposizioni Universali.
Nel 1875, quando il famoso van Berkel aveva solo sei anni, fu lo stesso Forni ad ispirare ad un giovane meccanico la produzione del primo esemplare di affettatrice.
Fu invece Giuseppe Vaccari, un giovane salumiere di Bologna che aveva la sua bottega in Piazza Maggiore, ad avere l’intuizione di ridare vita alla Compagnia dei Salaroli. Con l’aiuto di Ludovico Berti, avvocato e assessore comunale particolarmente sensibile alle politiche mutualistiche, Vaccari riuscì ad aggregare i principali industriali salumieri della città e a fondare la Società di Mutuo Soccorso tra Salsamentari ed industrie affini.

Lo scopo del sodalizio, fin dalla sua istituzione, fu il mutuo soccorso ed il miglioramento morale e materiale dei propri associati: commercianti, esercenti, negozianti, operai, impiegati del settore e, infine, esercenti professioni che avessero attinenza con quella del salsamentario ovvero i commercianti in carni salate, burro e formaggi. Questi erano classificati in tre categorie: i soci effettivi, che godevano dei servizi forniti dalla Società; i cooperanti, che collaboravano nelle attività sociali rinunciando però ad ogni beneficio; i soci onorari. La partecipazione di importanti personalità del settore e le importanti iniziative nell’ambito della previdenza e della sussistenza accrebbero fin da subito il prestigio della Società: vennero adottate innovative misure per la creazione di sussidi di malattia, di vecchiaia, di disoccupazione; non meno importante fu l’assegnazione di premi per lo studio dei figli dei soci e l’organizzazione di corsi di alfabetizzazione e di specializzazione di settore. Nel 1879, l’importanza e l’attività sociale del sodalizio erano cresciute al punto che il re Umberto I ne accettò la presidenza onoraria.

Agli inizi del XX secolo, a seguito delle trasformazioni socio-economiche e dello sviluppo industriale, la Società cominciò ad allargare le proprie iniziative facendosi interprete delle esigenze maggiormente legate all’ambiente lavorativo, come le giornate di chiusura degli esercizi commerciali, le modifiche ai contratti di lavoro, le condizioni degli operai impiegati nel settore, l’avviamento di un ufficio di collocamento. Particolare importanza rivestirono la riforma dei sussidi di vecchiaia e l’iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza per i propri soci.
Lo scoppio della seconda guerra mondiale costrinse la Società a sospendere temporaneamente la propria attività nel luglio 1943 ma i lavori ripresero già nel maggio 1945. Nonostante la timida ripresa di attività mutualistiche e di iniziative sportive e sociali, quali le gare ciclistiche, i banchetti sociali e le veglie danzanti, organizzate allo scopo di rilanciare l’immagine e le casse del sodalizio, il sodalizio conobbe una nuova crisi societaria.

Tra il 1954 e il 1955, la Società decise mutare la propria natura trasformandosi in un istituto di assistenza di natura volontaria, l’Unione salsamentari per il miglioramento tecnico professionale. La nuova società, però, ebbe breve durata e, nel marzo 1958, fu ricostituita la Società di mutuo soccorso fra i salsamentari e gli esercenti industrie affini. Il 22 settembre 1986, fu trasformata in Società di mutuo soccorso fra i salsamentari e gli esercenti industrie affini società cooperativa a responsabilità limitata. Oggi, la Società di Mutuo Soccorso tra Salsamentari è ancora viva ed attiva nella città di Bologna: a dimostrarlo, ad esempio, è l’orgoglio con cui la Salumeria Simoni, ne rivendica l’appartenenza esponendo copia del gonfalone in vetrina.

Daniele