“Momenti di Salute”

Prende il via “Momenti di Salute“, progetto organizzato da SomsInsieme e dal poliambulatorio MedicArt, riservato alle Società di Mutuo Soccorso aderenti e tutto dedicato alla salute e alla prevenzione.

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Il programma, articolato in una serie di proposte che si svilupperanno lungo il corso del 2016, partirà a marzo con un’iniziativa dedicata alla salute del cavo orale. Ogni venerdì di marzo, infatti, MedicArt riserverà ai possessori della “Carta Servizi SomsInsieme 2016” e ai loro familiari conviventi dieci sedute di igiene dentale, per un totale di quaranta sedute, totalmente gratuite. Le giornate dedicate saranno quindi quelle del 4, 11, 18 e 25 marzo. La proposta successiva, attualmente in fase di definizione per quanto riguarda le date, sarà invece dedicata alla prevenzione cardio-vascolare, argomento particolarmente sentito ed apprezzato da parte di molti tra i soci di SomsInsieme. In seguito, il programma proseguirà interessando anche altre specialità e tenendo in considerazione le eventuali proposte provenienti dalle SMS interessate.
RIASSUMENDO: I soci interessati a prenotare una seduta di igiene dentale per sé o per un proprio familiare convivente, possono farlo telefonando al Poliambulatorio MedicArt di via Brigata Garibaldi 1/a Tortona al numero 0131-866267. La prenotazione deve essere richiesta specificando che si tratta di una seduta riservata alle Società di Mutuo Soccorso di SomsInsieme. Le giornate riservate sono quelle di venerdì 4, 11, 18, 25 marzo. E’ fondamentale che il giorno dell’appuntamento i soci si presentino con la Carta Servizi 2016; in caso contrario il Centro è autorizzato a richiedere il pagamento completo della prestazione.

  • Marina

Videodidattica per l’assistenza

Grazie all’autorizzazione concessa da AMBITO URBANO 6.5, il Servizio Sociale dei Comuni dell’Ambito Distrettuale di Pordenone, abbiamo potuto ampliare l’offerta della sezione “Servizi di Mutuo Soccorso” con una pagina molto particolare che raccoglie 20 Video didattici realizzati nell’ambito del Progetto Help Key TV. I video, che riteniamo particolarmente utili per chiunque si trovi ad assistere, direttamente o indirettamente, una persona non autosufficiente e sono tra l’altro utilizzati come materiale didattico nei corsi di preparazione infermieristica/oss dall’Università Roma TRE, trattano argomenti come le tecniche assistenziali a persone non autosufficienti, l’igiene intima al letto del paziente, il rifacimento letto con ammalato, la preparazione della stanza da bagno e la doccia, la colazione ed il pranzo.

Naturalmente, SomsInsieme non può che ringraziare Ambito Urbano 6.5 per la disponibilità e la cortesia dimostrate.

  • Marina

Tu chiamala se vuoi … prevenzione

Secondo la legge 3818/1886 e successive modifiche, le Società di Mutuo Soccorso dovrebbero svolgere obbligatoriamente almeno una delle seguenti attività: a) erogazione di trattamenti e prestazioni socio-sanitari nei casi di infortunio, malattia, invalidità e inabilità al lavoro; b) erogazione di sussidi in caso di spese sanitarie sostenute dai soci per la diagnosi e la cura delle malattie e degli infortuni; c) erogazione di servizi di assistenza familiare o di contributi economici ai familiari dei soci deceduti; d) erogazione di contributi economici e di servizi di assistenza ai soci che si trovino in condizione di gravissimo disagio economico a seguito dell’improvvisa perdita di fonti reddituali personali e familiari e in assenza di provvidenze pubbliche. Inoltre, le stesse SMS hanno la possibilità di promuovere attività di carattere educativo e culturale dirette a realizzare finalità di prevenzione sanitaria e di diffusione dei valori mutualistici. Fatto ciò le Società non possono svolgere attività diverse da quelle previste dalla detta legge.

L’arma più potente della medicina moderna è la prevenzione e tutto quello che le Società di Mututo Soccorso possono fare è “promuovere attività di carattere educativo e culturale dirette a realizzare finalità di prevenzione sanitaria”. Tradotto, ad esempio, possiamo far sì che qualcuno spieghi a tutti gli ometti che non sarebbe male andare dall’andrologo o dall’urologo come le donne vanno dal ginecologo ma non possiamo erogare trattamenti e sussidi mirati alla prevenzione contro il cancro alla prostata. A quanto pare, abbiamo una legge che ci permette di aiutare i nostri soci dopo una malattia o un infortunio, dopo un’invalidità, addirittura dopo la morte… prima, per impedire che si ammalino, che siano vittime di un infortunio, che restino invalidi o muoiano, non possiamo fare nulla.

La cosa buffa, e triste allo stesso tempo, è che attivarsi per un’attività di prevenzione è una di quelle cose che ogni SMS, anche la più piccola, potrebbe fare agevolmente, senza intaccare tragicamente le sempre scarsissime finanze a disposizione e mantenendo la più totale e assoluta indipendenza. Un esempio? La tutela dell’ambiente. Potrà sembrare banale, forse un po’ sciocco, per qualcuno addirittura assurdo. Prendiamo però i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicati nel Country profiles of the environmental burden of disease, il primo rapporto sull’impatto delle condizioni ambientali sulla salute Paese per Paese. I rischi ambientali considerati sono l’inquinamento, le radiazioni ultraviolette, i fattori occupazionali, i cambiamenti climatici e degli ecosistemi, i rumori, l’edilizia, l’agricoltura e i comportamenti delle persone. Le malattie causate da questi fattori comprendono diarrea, infezioni respiratorie, asma, malattie cardiovascolari, oltre agli infortuni e ai disturbi dello sviluppo del sistema nervoso. I dati indicano che in tutti i Paesi la salute della popolazione potrebbe migliorare di molto riducendo tali rischi e che, in tutto il mondo, si potrebbero evitare 13 milioni di morti ogni anno. Nella Regione dell’Oms Europa, fino al 20% delle morti totali potrebbero essere evitate con interventi ambientali; sotto i 19 anni, la percentuale di morti dovute a cause ambientali sale al 34%. Per quanto riguarda l’Italia, i dati indicano che la percentuale del carico delle malattie attribuibili a cause ambientali è del 14%, per un totale di 91.000 morti all’anno, di cui 8.400 per inquinamento atmosferico… e i dati non sono del 2015… quelli, purtroppo, saranno peggiori…

La legge, però, esclude che una SMS possa occuparsi di tutela dell’ambiente e che questa possa essere considerata un’attività di Mutuo Soccorso. Personalmente, io ritengo che, come la Società di Mutuo Soccorso di Castellar Ponzano ha già fatto, qualsiasi SMS dovrebbe inserire all’interno del proprio Statuto un esplicito richiamo alla tutela dell’ambiente quale attività da perseguire in maniera fattiva e diretta. Modi e strategie attraverso cui portare avanti questa attività possono essere diversi da Società a Società ed ognuno può trovare una propria via. Il principio che dovrebbe passare, però, è quello per cui “tutela dell’ambiente” è uguale a “prevenzione sanitaria” e la prevenzione sanitaria è uno degli obiettivi fondamentali del Mutuo Soccorso.

Nota Conclusiva e una domanda. L’Ambiente non è sempre e solo quello con la A maiuscola, cioè l’Ambiente Naturale. Esistono gli ambienti urbani, domestici, di studio, di lavoro…

Un socio si ammala perchè il complesso industriale vicino a casa sua ha sparso scarti di lavorazione e rifiuti tossici ovunque inquinando, ad esempio, le falde idriche. Lui e pochi altri si ammalano ma il danno colpisce tutto il territorio dove vive gran parte dei soci che dovrebbe essere bonificato … Secondo la legge, Mutuo Soccorso è erogare un sussidio agli ammalati. Cercare il modo di costituirsi parte civile nel processo contro certi criminali che cosa è?

Daniele, socio SMS Castellar Ponzano

SOMS… che senso ha? 2

Questo articolo preso dalla newsletter di dicembre della FIMIV, forse, spiega meglio e con numeri diversi che senso hanno o che potrebbero avere le SMS oggi. Naturalmente, il discorso è volutamente limitato agli aspetti socio-sanitari e socio-assistenziali. I dati provengono dal “Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2015”.

censiscensis2Buona lettura

-Daniele, socio SMS Castellar Ponzano

SOMS… che senso ha?

Negli ultimi tempi, mi capita abbastanza di frequente che, chiacchierando di Mutuo Soccorso, alcuni che non hanno mai frequentato il mondo delle SOMS mi chiedano: “Scusa ma, al giorno d’oggi, le Società di Mutuo Soccorso hanno ancora senso di esistere?” Altri, invece, che frequentano da anni le Società di Mutuo Soccorso ma che, per ragioni sostanzialmente anagrafiche, hanno vissuto solo il periodo delle Società ridotte a bar di paese e organizzatrici di sagre e cene sociali, non di rado chiedono: “Ma chi vuoi che interessino le vostre convenzioni e le vostre giornate di prevenzione?”
Dal mio punto di vista, le Società di Mutuo Soccorso hanno più senso di esistere oggi di quanto non ne avessero quindici o vent’anni fa e la ragione di ciò è da ricercarsi soprattutto nel progressivo smantellamento dello stato sociale, dovuto in particolar modo alla crisi economica (ma non solo). Questo, però, è solo il mio punto di vista…
Per provare a rispondere e a fornire allo stesso tempo informazioni più autorevoli, vorrei appoggiarmi ad un documento ufficiale presentato il due dicembre scorso dal presidente dell’ISTAT Giorgio Alleva: il “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile” in Italia (Bes 2015) e, in particolare, alla sezione riguardante la Provincia di Alessandria.
Pur prendendo in considerazione i soli indicatori legati più o meno direttamente al tema della salute, il confronto tra dati provinciali, regionali e nazionali risulta essere particolarmente interessante.

tab 1Nella nostra provincia, il tasso di mortalità infantile, da intendersi come decessi nel primo anno di vita, risulta purtroppo peggiore (4,4‰) di quello riscontrato nel contesto nazionale (3‰) e quasi doppio rispetto a quello piemontese (2,3‰).
Allo stesso modo, i tassi di mortalità per tumore nella popolazione adulta e quelli per demenza nelle persone anziane (10,5‱ e 33,9‱) superano le rispettive medie sia dell’intero territorio nazionale (8,9‱ e 27,3‱), sia di quello regionale (9,1‱ e 30,4‱). Nel caso della demenza, si tratta di una patologia che, prima di portare al decesso, comporta importanti conseguenze negative sul benessere fisico, psicologico ed emotivo, oltre ad ingenti costi sociali ed economici, sia per quanti ne sono colpiti direttamente, sia per le rispettive famiglie.
La provincia di Alessandria, infine, si segnala per l’elevata “emigrazione ospedaliera” (11,2%), superiore alla media del Paese (6,3%) e a quella della regione (5,4%) ed incamera un ulteriore dato negativo riguardante i decessi dovuti a mortalità per cause classificate come potenzialmente evitabili (6,4‱ contro il 5,3‱ nazionale e il 5,4‱ regionale).
Allargando poi il confronto anche ad altri indicatori che comunque coinvolgono il tema salute, si evidenziano aspetti negativi anche tra i dati riguardanti l’ambiente e la sicurezza sul lavoro. L’inquinamento dell’aria, con conseguente allerta per la salute umana, rimane molto critico a causa del superamento dei limiti per le polveri sottili (PM10): limitatamente al capoluogo provinciale, i giorni in cui i valori hanno superato i parametri consentiti sono 92 rispetto ai 44 della media nazionale. Per quanto riguarda la sicurezza sui luoghi di lavoro, invece, il rischio di rimanere vittima di un infortunio durante lo svolgimento dell’attività lavorativa risulta più elevato in ambito provinciale rispetto alla media nazionale e ancor più in confronto a quanto si riscontri in generale in Piemonte. Rispetto alla media regionale, inoltre, si rileva un rischio maggiore di infortuni gravi, di quelli cioè che comportano la disabilità permanente o addirittura la morte.
Per ovvie ragioni, i valori forniti non possono ancora rilevare gli effetti della politica di tagli messa in atto dall’amministrazione regionale nell’ultimo anno, nè della improvvisa e preoccupante impennata del tasso di mortalità nazionale 2015 (+11.3%, vedi Gian Carlo Blangiardo, Neodemos, 22/12/2015). Anche a fronte di questi soli dati e in un quadro di crisi economica e occupazionale tutt’altro che risolta, però, mi pare abbastanza facile comprendere come qualsiasi offerta diretta a migliorare in qualche modo l’accesso ad una qualsiasi attività diagnostica e di prevenzione a costi ridotti possa rivelarsi importante non solo per le fasce più deboli della popolazione. Pur se su una scala molto ridotta, il successo ottenuto dalle esperienze delle Società di SOMSInsieme che hanno già sperimentato l’organizzazione di giornate dedicate alla prevenzione di specifiche patologie è una precisa conferma di ciò, soprattutto nei casi in cui tali esperienze sono andate a sovrapporsi a carenze e vuoti del Servizio Sanitario Nazionale.
Dare quindi una risposta legata al nostro ambito territoriale è abbastanza facile: sì, le Società di Mutuo Soccorso hanno certamente ragione di continuare ad esistere, a patto che continuino a riappropriarsi delle loro prerogative e del loro campo d’azione tradizionale, magari avviando proprio nuove attività legate alla prevenzione e alla tutela ambientale. Per quanto riguarda l’ambito nazionale è sufficiente leggere con un minimo di attenzione i dati del sistema Italia per capire non solo che la risposta è esattamente la stessa ma che le SMS devono tornare ad occuparsi anche di educazione, di lavoro, di integrazione, con buona pace di chi ha messo insieme, senza troppo considerare l’opinione altrui, una modifica legislativa ignorante e anacronistica.
Certo, per chi vuole continuare a scimmiottare le Pro Loco, i circoli privati, i sushi-bar e le sagre del gnocco fritto e del lardo fresco…

– Daniele, presidente dimissionario della SMS di Castellar Ponzano