Tu chiamala se vuoi … prevenzione

Secondo la legge 3818/1886 e successive modifiche, le Società di Mutuo Soccorso dovrebbero svolgere obbligatoriamente almeno una delle seguenti attività: a) erogazione di trattamenti e prestazioni socio-sanitari nei casi di infortunio, malattia, invalidità e inabilità al lavoro; b) erogazione di sussidi in caso di spese sanitarie sostenute dai soci per la diagnosi e la cura delle malattie e degli infortuni; c) erogazione di servizi di assistenza familiare o di contributi economici ai familiari dei soci deceduti; d) erogazione di contributi economici e di servizi di assistenza ai soci che si trovino in condizione di gravissimo disagio economico a seguito dell’improvvisa perdita di fonti reddituali personali e familiari e in assenza di provvidenze pubbliche. Inoltre, le stesse SMS hanno la possibilità di promuovere attività di carattere educativo e culturale dirette a realizzare finalità di prevenzione sanitaria e di diffusione dei valori mutualistici. Fatto ciò le Società non possono svolgere attività diverse da quelle previste dalla detta legge.

L’arma più potente della medicina moderna è la prevenzione e tutto quello che le Società di Mututo Soccorso possono fare è “promuovere attività di carattere educativo e culturale dirette a realizzare finalità di prevenzione sanitaria”. Tradotto, ad esempio, possiamo far sì che qualcuno spieghi a tutti gli ometti che non sarebbe male andare dall’andrologo o dall’urologo come le donne vanno dal ginecologo ma non possiamo erogare trattamenti e sussidi mirati alla prevenzione contro il cancro alla prostata. A quanto pare, abbiamo una legge che ci permette di aiutare i nostri soci dopo una malattia o un infortunio, dopo un’invalidità, addirittura dopo la morte… prima, per impedire che si ammalino, che siano vittime di un infortunio, che restino invalidi o muoiano, non possiamo fare nulla.

La cosa buffa, e triste allo stesso tempo, è che attivarsi per un’attività di prevenzione è una di quelle cose che ogni SMS, anche la più piccola, potrebbe fare agevolmente, senza intaccare tragicamente le sempre scarsissime finanze a disposizione e mantenendo la più totale e assoluta indipendenza. Un esempio? La tutela dell’ambiente. Potrà sembrare banale, forse un po’ sciocco, per qualcuno addirittura assurdo. Prendiamo però i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicati nel Country profiles of the environmental burden of disease, il primo rapporto sull’impatto delle condizioni ambientali sulla salute Paese per Paese. I rischi ambientali considerati sono l’inquinamento, le radiazioni ultraviolette, i fattori occupazionali, i cambiamenti climatici e degli ecosistemi, i rumori, l’edilizia, l’agricoltura e i comportamenti delle persone. Le malattie causate da questi fattori comprendono diarrea, infezioni respiratorie, asma, malattie cardiovascolari, oltre agli infortuni e ai disturbi dello sviluppo del sistema nervoso. I dati indicano che in tutti i Paesi la salute della popolazione potrebbe migliorare di molto riducendo tali rischi e che, in tutto il mondo, si potrebbero evitare 13 milioni di morti ogni anno. Nella Regione dell’Oms Europa, fino al 20% delle morti totali potrebbero essere evitate con interventi ambientali; sotto i 19 anni, la percentuale di morti dovute a cause ambientali sale al 34%. Per quanto riguarda l’Italia, i dati indicano che la percentuale del carico delle malattie attribuibili a cause ambientali è del 14%, per un totale di 91.000 morti all’anno, di cui 8.400 per inquinamento atmosferico… e i dati non sono del 2015… quelli, purtroppo, saranno peggiori…

La legge, però, esclude che una SMS possa occuparsi di tutela dell’ambiente e che questa possa essere considerata un’attività di Mutuo Soccorso. Personalmente, io ritengo che, come la Società di Mutuo Soccorso di Castellar Ponzano ha già fatto, qualsiasi SMS dovrebbe inserire all’interno del proprio Statuto un esplicito richiamo alla tutela dell’ambiente quale attività da perseguire in maniera fattiva e diretta. Modi e strategie attraverso cui portare avanti questa attività possono essere diversi da Società a Società ed ognuno può trovare una propria via. Il principio che dovrebbe passare, però, è quello per cui “tutela dell’ambiente” è uguale a “prevenzione sanitaria” e la prevenzione sanitaria è uno degli obiettivi fondamentali del Mutuo Soccorso.

Nota Conclusiva e una domanda. L’Ambiente non è sempre e solo quello con la A maiuscola, cioè l’Ambiente Naturale. Esistono gli ambienti urbani, domestici, di studio, di lavoro…

Un socio si ammala perchè il complesso industriale vicino a casa sua ha sparso scarti di lavorazione e rifiuti tossici ovunque inquinando, ad esempio, le falde idriche. Lui e pochi altri si ammalano ma il danno colpisce tutto il territorio dove vive gran parte dei soci che dovrebbe essere bonificato … Secondo la legge, Mutuo Soccorso è erogare un sussidio agli ammalati. Cercare il modo di costituirsi parte civile nel processo contro certi criminali che cosa è?

Daniele, socio SMS Castellar Ponzano

Vietati i salumi alla SOMS

Comunicato stampa S.M.S. di Castellar Ponzano del 27 ottobre 2015:

Considerato che la S.M.S. di Castellar Ponzano è a tutti gli effetti una Società di Mutuo Soccorso e come tale ha il dovere di attivarsi e di operare per garantire al meglio la salute fisica e psicologica dei propri associati;

considerato che, in seguito a studi scientifici rigorosi, la I.A.R.C. (International Agency for Research on Cancer – Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha inserito

  • il consumo di carne rossa nella Classificazione degli agenti cancerogeni nel Gruppo 2A come “probabilmente cancerogeno per gli umani”,
  • il consumo di carni lavorate nella Classificazione degli agenti cancerogeni nel Gruppo 1 “come cancerogeno per gli umani”;

e facendo riferimento

SI COMUNICA A TUTTI I SOCI QUANTO SEGUE

A partire da Domenica, 1 Novembre 2015, all’interno dei locali della Società è fatto divieto assoluto di esibire, preparare e consumare qualsiasi tipo di salume (prosciutto crudo e cotto, pancetta, salami, mortadella, bresaola, coppa, cacciatorini, ecc.). I contravventori saranno puniti con una sanzione amministrativa il cui importo è stato fissato dal Presidente nella misura di 25,00 €.

Cogliamo l’occasione per ricordare a tutti che:

  • Unica eccezione al divieto viene fatta per i soci fumatori, che dovendo già morire per le sigarette e non potendo morire più di una volta, potranno ritirarsi negli appositi spazi riservati e trangugiare liberamente ciò che ritengono più opportuno senza incorrere in alcuna sanzione;
  • Gli unici prodotti a base di carni lavorate permessi all’interno della Società dovranno avere, apposta in modo ben visibile, l’etichetta con l’avvertimento “Chi salama avvelena anche te. Prova, a farlo smettere”;
  • La presenza di minori e di donne in stato interessante durante la preparazione e/o il consumo sarà considerato come aggravante e comporterà il raddoppio della sanzione;
  • Nel Regolamento Sociale sarà previsto il reato di spaccio di ‘nduja calabrese e che questo sarà punito con l’espulsione.

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… la cosa grave è che si fanno chiamare giornalisti …

Daniele