Storie Oltre il Mutuo Soccorso

“Qualcuno pensa che le Società di Mutuo Soccorso siano un fenomeno tutto italiano, nato intorno alla metà del XIX secolo, che deve la sua diffusione all’estero soprattutto ai grandi movimenti migratori partiti dall’Italia. Altri, forse influenzati dall’acronimo con cui vengono spesso identificate, ritengono che siano tutte di origine operaia e debbano sempre ricondursi in qualche modo a partiti e movimenti di sinistra o che si occupino solo della tutela di determinate classi sociali.
Una semplice ricerca sul web, però, può riservare non poche sorprese: storie inaspettate, personaggi straordinari, rapporti e legami difficilmente immaginabili. Come in un flipper, ci si trova rimbalzare dai bordelli di Buenos Aires al ghetto di Varsavia, dalla genetica al Far West, da Mozart al jazz…
In queste pagine, ho raccolto alcune delle storie e delle immagini che più mi hanno colpito nel corso della mia esperienza di “attivista del Mutuo Soccorso”, frammenti di una storia che, di volta in volta, diventa bianca, nera, gialla, ebrea, musulmana, cattolica, comunista, anarchica, aristocratica, borghese, proletaria, contadina… ma che, alla fine, resta senza etichette perché semplicemente universale.” – Daniele Massazza

… e adesso che l’e-book è finalmente online, possiamo dedicarci anche alla pubblicazione del cartaceo!

  • Daniele Massazza
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Storie: Il vecchio West, i ladri di cavalli e il Mutuo Soccorso

Si dice che James M. Riley, nato il 9 febbraio del 1851 in Mississipi, abbia iniziato al sua carriera di ladro di cavalli a soli 14 anni. Accusato di omicidio nel 1870, in Texas, per sfuggire alla legge, cominciò ad usare, tra gli altri, il nome con cui divenne famoso: David Charles Middleton, per gli amici semplicemente Doc.
Nel gennaio del 1877, in uno scontro in un saloon del Nebraska, uccise un soldato e venne arrestato. Riuscito a fuggire, si spostò in Wyoming, dove si mise a capo un gruppo di criminali chiamato i Pony Boys. Ben presto la banda si diede ai furti di cavalli, sia ai danni delle tribù indiane, sia, saltuariamente, anche a quelli del governo.  Nebraska, Iowa, Texas: nei diversi stati, i furti accreditati a Doc Middleton e ai suoi uomini colpirono migliaia di capi. Le tribù indiane, inferocite, iniziarono a rivalersi sui ranch degli allevatori che misero una taglia di 1.000$ sulla testa di Doc.
In seguito ad un ennesimo colpo, nel 1878, il detective Billy Lykins, a capo di una numerosa squadra di uomini, iniziò a dare la caccia alla banda che venne finalmente raggiunta nei pressi di Julesburg, Colorado. Dopo uno scontro a fuoco, Middleton fu catturato e i 40 cavalli rubati vennero recuperati. La notte stessa, però, Doc Middleton riuscì nuovamente a fuggire. Lykins non mollò la presa e, unitosi all’agente speciale William Llewellyn, inseguì il fuggitivo fino alla Niobrara Valley, in Nebraska. Ferito allo stomaco, questa volta Middleton venne finalmente preso e condannato a cinque anni per furto di cavalli. Fu rilasciato nel giugno 1883.
Dopo la sua cattura, tutti i membri della sua vecchia banda erano stati uccisi o catturati e Doc si dedicò ad una quantità di occupazioni diverse: barista, cowboy, vice-sceriffo, fino a lavorare nel Buffalo Bill Wild West Show. Qualche anno dopo, riuscì ad aprire un saloon ad Ardmore, Nebraska, ma fu coinvolto in un traffico con gli Sioux della riserva di Pine Ridge e i soldati di Fort Robinson gli demolirono il locale. Tornato in Wyoming, aprì un saloon illegale e durante una rissa venne pugnalato. Arrestato e condotto nel carcere della contea, l’infezione della ferita lo uccise il 13 dicembre 1913.
Per quanto Doc Middleton sia stato uno dei più famosi ladri di cavalli, qualcuno dice addirittura “il Re dei ladri di cavalli”, non fu certo l’unico. E non si può nemmeno dire che il furto di cavalli e di bestiame fosse un’attività solo per uomini grandi e grossi. Il caso di Cattle Annie e Little Britches, giovanissime fuorilegge ricercate e arrestate a 13 e 16 anni per furto di bestiame e vendita di whisky alle tribù Osages e Pawnee, ne è la dimostrazione lampante.

A causa della forte richiesta che proveniva dalle forze armate, che non andavano tanto per il sottile quando si trattava di rifornire i propri reparti combattenti, i tempi di guerra erano quelli in cui i ladri di cavalli e di muli si facevano più pericolosi e audaci e le razzie più numerose. Per combattere questo fenomeno, allevatori, mandriani e semplici agricoltori reagirono, trovando nell’associazionismo un’arma spesso vincente. Questi sodalizi rappresentavano delle vere e proprie Società di Mutuo Soccorso sui generis in cui i soci si organizzavano per garantirsi una certa protezione dai furti, da un lato, e la forza necessaria per tentare il recupero del bestiame rubato e l’arresto dei colpevoli, dall’altro. Non di rado, inoltre, veniva creato un fondo di garanzia in modo da rendere possibile, in caso di necessità, l’immediata sostituzione degli animali razziati. Qualora i detective delle Società fossero riusciti nella loro caccia, il socio che aveva fatto ricorso alla cassa comune poteva rifondere la Società del valore degli animali o lasciare gli stessi alla Società che a sua volta li vendeva per rimpinguare le casse sociali.

Un esempio di queste associazioni, furono la Mutual Association for the suppression of horse stealing e la Thief Detective and Mutual Aid Association of Princeville. (Princeville, Illinois, 1863).
Quest’ultima, Società di Mutuo Soccorso anche nella propria denominazione, guidata dal capitano S.S. Slate, riuscì più di una volta a scongiurare gli attacchi dei razziatori o a recuperare, anche in seguito a scontri a fuoco, gli animali rubati.