Disabilità oncologica, parte I


In Italia il numero di malati oncologici supera i 200.000 casi ogni anno. Di questi, la metà circa riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti; la restante parte non sopravvive o resta in vita per un periodo più o meno lungo, tra sofferenze e difficoltà di varia natura.
L’ordinamento giuridico, allo scopo di permettere a queste persone di fare fronte a tutta una serie di esigenze particolari e di garantire loro un’esistenza dignitosa, ha predisposto norme, tutele e trattamenti speciali
Pubblichiamo una breve serie di post, frutto di una nostra ricerca in rete, sui diritti riconosciuti al malato oncologico, in qualità di malato appartenenti ad una categoria particolare e in relazione alla sua condizione di invalidi riconosciuti?

Malattia oncologica invalidità civile
Lo Stato riconosce i malati oncologici come invalidi civili a prescindere da qualunque requisito assicurativo o contributivo essi abbiano.
Nel dettaglio, stando alle tabelle ministeriali di valutazione le percentuali di invalidità civile per patologia oncologica sono tre:

  • per neoplasie (tumore maligno) a prognosi favorevole con modesta compromissione funzionale: 11%;
  • per neoplasie a prognosi favorevole con grave compromissione funzionale: 70%;
  • per neoplasie a prognosi negativa o probabilmente sfavorevole nonostante asportazione chirurgica: 100%.

Per ottenere il collocamento in una di queste tre fasce ed ottenere le conseguenti agevolazioni, è necessario, una volta appresa la diagnosi, fare domanda di riconoscimento dello stato di invalidità (Legge 118/1971) presso l’Ufficio Invalidi Civili della ASL di residenza, indicando nella stessa se, oltre al riconoscimento dell’invalidità civile, si vuole usufruire anche dei benefici previsti dalla legge sull’handicap (Legge 104/1992).
L’iter di accertamento è normalmente molto rapido (Legge 80/2006) ed è la commissione medica della ASL ad occuparsene.
La relativa visita viene effettuata entro 15 giorni dalla data della domanda e l’esito viene comunicato, con l’erogazione dei benefici concessi, immediatamente a seguito della sua conclusione.

Malattia oncologica ed indennità di accompagnamento
Nel caso in cui la malattia oncologica causi problemi di deambulazione o limiti nell’autonomia del malato a svolgere le normali attività della vita quotidiana (alimentazione, igiene personale, vestizione), è possibile richiedere il riconoscimento di una prestazione economica (indennità di accompagnamento) mirata al sostegno di persone con questo tipo di problematiche (Legge 18/1980 e Legge 508/1988; Decreto Legge 509/1988)
In particolare, tale riconoscimento sarà automatico se la chemioterapia è in atto: ciò si spiega tenendo conto degli effetti fortemente debilitanti del trattamento chemioterapico, valutati sulla base della relazione medica dell’ospedale o della struttura in cui si è in cura.

Malattia oncologica ed indennità di frequenza
L’indennità di frequenza è riconosciuta ai minori affetti da patologie tumorali che siano iscritti o frequentino scuole di ogni ordine e grado (compresi gli asili nido), centri terapeutici, di riabilitazione, di formazione o di addestramento professionale.
L’indennità di frequenza non è compatibile con l’indennità di accompagnamento o con qualunque forma di ricovero: possono quindi richiederne il riconoscimento i minori le cui condizioni siano meno gravi di quelle che danno diritto all’indennità di accompagnamento.

===> segue

  • Daniele Massazza
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