Chico Mendes

LG-chico-mendes-covertratto da Wikipedia, 8/12/2015

Chico Mendes, nome completo Francisco Alves Mendes Filho (Xapuri, 15 dicembre 1944 – Xapuri, 22 dicembre 1988), è stato un ambientalista, sindacalista e politico brasiliano.

Raccoglitore di caucciù (seringueiro), è stato Segretario generale del Sindacato dei lavoratori rurali di Brasiléia (Sindicato dos Trabalhadores Rurais) dal 1975 e promotore della nascita del sindacato a Xapuri (1976). Lega il proprio nome alla lotta contro il disboscamento della foresta amazzonica, condotta dai contadini con metodi assembleari ed utilizzando con successo la pratica dell’empate (“impedimento, stallo”).

Nel 1979 è eletto presidente del consiglio comunale a Xapuri  dove,  non ricevendo l’appoggio delle formazioni politiche ufficiali, incluso il proprio partito, il Movimento Democratico Brasileiro (MDB), tende a trasformare il consiglio (Câmara Municipal) in un’assemblea permanente in cui partecipano tutte le componenti politiche, sociali e religiose della città. Viene pubblicamente minacciato dai possidenti della zona che avviano le repressioni violente degli empates e le carcerazioni extragiudiziali di centinaia di contadini per tutto il decennio successivo. Anche Chico Mendes viene arrestato e torturato. Il sindacato dei lavoratori rurali conosce però una forte espansione diventando il maggiore dello Stato di Acre.

Dal 1979 con Lula, Josè Ibrahim e altri partecipa alle assemblee che porteranno alla nascita nel 1980 del Partido dos Trabalhadores (PT, Partito dei Lavoratori), un organismo che darà appoggio politico alle rivendicazioni della CUT, la federazione sindacale generale di cui faceva parte il sindacato dei lavoratori rurali. Nello stesso anno viene arrestato e processato per l’omicidio di Wilson Pinheiro, leader sindacale di un’organizzazione avversaria, ma il processo rivela la montatura dell’accusa, per la quale sono invece condannati 40 possidenti di Xapuri. Nei tre anni seguenti affronterà altri due processi per istigazione alla violenza, essendo in entrambi prosciolto per insufficienza di prove.

Dal 1981, Mendes è segretario della CUT a Xapuri, carica che manterrà fino alla morte pur continuando l’attività politica nel PT. Nel 1985 guida il primo congresso nazionale dei seringueiros, durante il quale viene creato il Consiglio Nazionale dei Seringueiros (CNS, Conselho Nacional do Seringueiros), che diventerà il soggetto politico e sindacale che porterà le rivendicazioni di Mendes, dei contadini e delle popolazioni indigene dell’Amazzonia all’attenzione dei media internazionali. Nel 1987 una delegazione delle Nazioni Unite verifica direttamente a Xapuri le accuse rivolte alle grosse finanziarie statunitensi che appoggiano progetti di disboscamento che causano la disoccupazione forzata dei seringueiros, l’esilio forzato dei contadini indios dell’Amazzonia ed un danno ecologico di dimensioni planetarie. In seguito a 40 giorni di campagna negli Stati Uniti, durante i quali Chico Mendes parla anche di fronte al Senato statunitense, la BID (Bank of Interamerican Devolopment) ritira i propri investimenti in Amazzonia.

Nel 1988 Mendes lavora con successo alla creazione di una “riserva estrattiva” di caucciù nel seringal Cachoeira, espropriato dallo Stato alla famiglia latifondista Alves da Silva che l’aveva a sua volta illegalmente acquisito da dei piccoli proprietari terrieri. È l’anno in cui nasce l’União Democrática Ruralista (Unione democratica rurale o UDR) un sindacato che compie in realtà azioni paramilitari in tutto lo stato, minacciando ripetutamente Chico Mendes, che denuncerà alla polizia i nomi dei suoi futuri sicari. Nel terzo congresso della CUT Mendes denuncia nuovamente i delitti della UDR, ed espone la tesi congressuale “In difesa del popolo della foresta” davanti ai 6000 delegati che lo eleggeranno segretario generale per acclamazione.

Il 22 dicembre 1988 viene ucciso davanti alla porta di casa dai fratelli Alves da Silva, precedenti proprietari del seringal Cachoeira. Riguardo all’arresto dell’assassino e dei mandanti: nonostante fossero ben noti, furono considerati fuori dalla portata giudiziaria per le loro connessioni politiche e il loro potere economico. Forti pressioni nazionali ed internazionali riuscirono a far arrivare il caso in tribunale.

Nel dicembre del 1990, Darly Alves da Silva, proprietario terriero e allevatore locale, con il quale Chico si era scontrato più volte per l’ottenimento del titolo di “reservas extractivistas” per la sua regione, ricevette una condanna a 19 anni di prigione per essere stato il mandante dell’omicidio; suo figlio, Darci, ricevette la stessa condanna per esserne stato l’esecutore materiale. L’entusiasmo iniziale fu molto, sia a livello internazionale e mediatico che regionale, ma non appena i media spostarono i loro riflettori, gli omicidi continuarono.

Dagli ultimi anni del Settanta, delle centinaia di omicidi di capi sindacali che protestavano per i diritti della terra, l’unico per cui si investigò e che portò ad una condanna fu quello di Chico Mendes. La condanna a Darly Alves da Silva fu annullata nel febbraio del 1992 a Rio Branco dalla corte d’appello statale.

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Storie: Calumet 1913

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Calumet, Michigan, U.S.A.
Oggi è appena un piccolo paese di provincia, 727 abitanti. Nel 1913, però, era un centro minerario di grande importanza, una città con oltre 160.000 abitanti, con tanti, tanti emigrati, che erano arrivati lì non solo dall’Italia ma da tutta Europa. Una città dove c’era anche la “Società di Mutua Beneficenza Italiana”, che aveva sede in un bell’edificio costruito solo qualche anno prima, dopo che la precedente era andata distrutta in un incendio.

A Calumet, il 1913 fu un anno difficile: i minatori, esasperati dalle condizioni di lavoro inumane imposte dalle compagnie minerarie, a luglio erano entrati in sciopero. Uno scontro duro, frontale, uno sciopero di altri tempi. Le richieste riguardavano la sicurezza sul lavoro, la fine del lavoro minorile, un aumento della paga giornaliera a 3 (tre) dollari.
La Calumet&Hecla Copper Mining Company oppose un rifiuto a qualsiasi richiesta, facendo intervenire la Guardia Nazionale con reparti di cavalleria e artiglieria, assoldando spie e provocatori da infiltrare tra gli scioperanti.

Sei mesi senza lavoro portarono molte famiglie verso un Natale senza soldi e con il cibo appena sufficiente a sopravvivere. Per cercare di rendere le feste meno dure, almeno per i bambini, le Ausiliarie della Western Federation of Miners guidate da Anna  Klobuchar Clemenc, decisero di organizzare una grande festa per i più piccoli. Il salone del secondo piano della “Società Mutua Beneficenza Italiana”, meglio conosciuto come Italian Hall, fu preparato e messo a disposizione e fu lì che, la vigilia di Natale, 500 bambini e 200 adulti si ritrovarono riuniti.
Nel bel mezzo della festa, mentre sul palco della Hall una bambina suonava il piano, un uomo che indossava un distintivo della Citizens’ Alliance, un gruppo populista anti-sindacale, aprì improvvisamente le porte d’ingresso al piano terra e cominciò a urlare: “Al fuoco! Al fuoco! E’ un incendio!!!”
Fu subito il caos. Adulti e bambini si lanciarono terrorizzati lungo le strette scale che portavano all’uscita. Quando arrivarono, però, trovarono le porte bloccate dall’esterno. Nella terribile calca che si scatenò per sfuggire ad un incendio che in realtà non esisteva, morirono in 73, tra cui 59 bambini, per la gran parte immigrati finlandesi, ma anche italiani, croati e sloveni.

Più volte, nel corso degli anni, la strage venne messa in relazione alle attività anti-sindacali delle Compagnie Minerarie, ai tentativi di far fallire la festa di Natale nel Salone grande della Società, a ferimenti e pestaggi avvenuti prima e dopo quel tragico evento. Tutto fu però inutile. Le prime inchieste, chiaramente pilotate, non portarono a nulla. In quelle successive, qualche passo avanti venne fatto ma nessun colpevole fu mai identificato e condannato.

Reaper - blog copyIl massacro della Italian Hall, nonostante negli Stati Uniti e in Finlandia abbia ispirato un film, un lavoro teatrale, due documentari e numerosi libri, continua a rimanere una delle tante pagine dimenticate della storia dell’immigrazione italiana, una storia che gli italiani sembrano voler dimenticare del tutto.

Qui sotto il testo di “1913 Massacre” di Woody Guthrie
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Take a trip with me in 1913,
To Calumet, Michigan, in the copper country.
I will take you to a place called Italian Hall,
Where the miners are having their big Christmas ball.

I will take you in a door and up a high stairs,
Singing and dancing is heard everywhere,
I will let you shake hands with the people you see,
And watch the kids dance around the big Christmas tree.

You ask about work and you ask about pay,
They’ll tell you they make less than a dollar a day,
Working the copper claims, risking their lives,
So it’s fun to spend Christmas with children and wives.

There’s talking and laughing and songs in the air,
And the spirit of Christmas is there everywhere,
Before you know it you’re friends with us all,
And you’re dancing around and around in the hall.

Well a little girl sits down by the Christmas tree lights,
To play the piano so you gotta keep quiet,
To hear all this fun you would not realize,
That the copper boss’ thug men are milling outside.

The copper boss’ thugs stuck their heads in the door,
One of them yelled and he screamed, “there’s a fire,”
A lady she hollered, “there’s no such a thing.
Keep on with your party, there’s no such thing.”

A few people rushed and it was only a few,
“It’s just the thugs and the scabs fooling you,”
A man grabbed his daughter and carried her down,
But the thugs held the door and he could not get out.

And then others followed, a hundred or more,
But most everybody remained on the floor,
The gun thugs they laughed at their murderous joke,
While the children were smothered on the stairs by the door.

Such a terrible sight I never did see,
We carried our children back up to their tree,
The scabs outside still laughed at their spree,
And the children that died there were seventy-three.

The piano played a slow funeral tune,
And the town was lit up by a cold Christmas moon,
The parents they cried and the miners they moaned,
“See what your greed for money has done.

Daniele