Storie: Calumet 1913


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Calumet, Michigan, U.S.A.
Oggi è appena un piccolo paese di provincia, 727 abitanti. Nel 1913, però, era un centro minerario di grande importanza, una città con oltre 160.000 abitanti, con tanti, tanti emigrati, che erano arrivati lì non solo dall’Italia ma da tutta Europa. Una città dove c’era anche la “Società di Mutua Beneficenza Italiana”, che aveva sede in un bell’edificio costruito solo qualche anno prima, dopo che la precedente era andata distrutta in un incendio.

A Calumet, il 1913 fu un anno difficile: i minatori, esasperati dalle condizioni di lavoro inumane imposte dalle compagnie minerarie, a luglio erano entrati in sciopero. Uno scontro duro, frontale, uno sciopero di altri tempi. Le richieste riguardavano la sicurezza sul lavoro, la fine del lavoro minorile, un aumento della paga giornaliera a 3 (tre) dollari.
La Calumet&Hecla Copper Mining Company oppose un rifiuto a qualsiasi richiesta, facendo intervenire la Guardia Nazionale con reparti di cavalleria e artiglieria, assoldando spie e provocatori da infiltrare tra gli scioperanti.

Sei mesi senza lavoro portarono molte famiglie verso un Natale senza soldi e con il cibo appena sufficiente a sopravvivere. Per cercare di rendere le feste meno dure, almeno per i bambini, le Ausiliarie della Western Federation of Miners guidate da Anna  Klobuchar Clemenc, decisero di organizzare una grande festa per i più piccoli. Il salone del secondo piano della “Società Mutua Beneficenza Italiana”, meglio conosciuto come Italian Hall, fu preparato e messo a disposizione e fu lì che, la vigilia di Natale, 500 bambini e 200 adulti si ritrovarono riuniti.
Nel bel mezzo della festa, mentre sul palco della Hall una bambina suonava il piano, un uomo che indossava un distintivo della Citizens’ Alliance, un gruppo populista anti-sindacale, aprì improvvisamente le porte d’ingresso al piano terra e cominciò a urlare: “Al fuoco! Al fuoco! E’ un incendio!!!”
Fu subito il caos. Adulti e bambini si lanciarono terrorizzati lungo le strette scale che portavano all’uscita. Quando arrivarono, però, trovarono le porte bloccate dall’esterno. Nella terribile calca che si scatenò per sfuggire ad un incendio che in realtà non esisteva, morirono in 73, tra cui 59 bambini, per la gran parte immigrati finlandesi, ma anche italiani, croati e sloveni.

Più volte, nel corso degli anni, la strage venne messa in relazione alle attività anti-sindacali delle Compagnie Minerarie, ai tentativi di far fallire la festa di Natale nel Salone grande della Società, a ferimenti e pestaggi avvenuti prima e dopo quel tragico evento. Tutto fu però inutile. Le prime inchieste, chiaramente pilotate, non portarono a nulla. In quelle successive, qualche passo avanti venne fatto ma nessun colpevole fu mai identificato e condannato.

Reaper - blog copyIl massacro della Italian Hall, nonostante negli Stati Uniti e in Finlandia abbia ispirato un film, un lavoro teatrale, due documentari e numerosi libri, continua a rimanere una delle tante pagine dimenticate della storia dell’immigrazione italiana, una storia che gli italiani sembrano voler dimenticare del tutto.

Qui sotto il testo di “1913 Massacre” di Woody Guthrie
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Take a trip with me in 1913,
To Calumet, Michigan, in the copper country.
I will take you to a place called Italian Hall,
Where the miners are having their big Christmas ball.

I will take you in a door and up a high stairs,
Singing and dancing is heard everywhere,
I will let you shake hands with the people you see,
And watch the kids dance around the big Christmas tree.

You ask about work and you ask about pay,
They’ll tell you they make less than a dollar a day,
Working the copper claims, risking their lives,
So it’s fun to spend Christmas with children and wives.

There’s talking and laughing and songs in the air,
And the spirit of Christmas is there everywhere,
Before you know it you’re friends with us all,
And you’re dancing around and around in the hall.

Well a little girl sits down by the Christmas tree lights,
To play the piano so you gotta keep quiet,
To hear all this fun you would not realize,
That the copper boss’ thug men are milling outside.

The copper boss’ thugs stuck their heads in the door,
One of them yelled and he screamed, “there’s a fire,”
A lady she hollered, “there’s no such a thing.
Keep on with your party, there’s no such thing.”

A few people rushed and it was only a few,
“It’s just the thugs and the scabs fooling you,”
A man grabbed his daughter and carried her down,
But the thugs held the door and he could not get out.

And then others followed, a hundred or more,
But most everybody remained on the floor,
The gun thugs they laughed at their murderous joke,
While the children were smothered on the stairs by the door.

Such a terrible sight I never did see,
We carried our children back up to their tree,
The scabs outside still laughed at their spree,
And the children that died there were seventy-three.

The piano played a slow funeral tune,
And the town was lit up by a cold Christmas moon,
The parents they cried and the miners they moaned,
“See what your greed for money has done.

Daniele

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